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	<title>digitale | Prismag</title>
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	<description>Le notizie a colori</description>
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		<title>Helmut racconta: operazione Primrose, a caccia dell’Enigma</title>
		<link>https://prismag.it/helmut-racconta-operazione-primrose-enigma-caccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Starszy Kapral Helmut]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Helmut racconta]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[enigma]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
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		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[ubot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Helmut racconta è la rubrica di Prismag sul mondo storico-militare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Care lettrici e cari lettori, sono sempre io, il vostro Starszy Kapral Helmut. Sono stato un caporal maggiore del nucleo Nbc dell’esercito della Polska Rzeczpospolita Ludowa, la Repubblica Popolare di Polonia, durante la Guerra fredda. Dopo sminamenti e bonifiche di aree radioattive mi hanno messo a riposo forzato nella fureria di Prismag, dove ho il compito di tenervi compagnia raccontando storie e curiosità a tema militare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-prismag wp-block-embed-prismag"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Jk40bn7n0n"><a href="https://prismag.it/helmut-racconta-ike-generale-presidente-icona-stile/" data-wpel-link="internal">Helmut racconta: Ike, generale, presidente e icona di stile</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Helmut racconta: Ike, generale, presidente e icona di stile&#8221; &#8212; Prismag" src="https://prismag.it/helmut-racconta-ike-generale-presidente-icona-stile/embed/#?secret=f3tJlsWjCx#?secret=Jk40bn7n0n" data-secret="Jk40bn7n0n" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>Tutti voi avrete certamente visto <em>The Imitation Game</em>, in cui il matematico britannico <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Turing" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Alan Turing</a> e i suoi scienziati</strong> lavorano alla macchina intelligente che avrebbe portato poi il suo stesso nome. Oggi voglio raccontarvi del lavoro che è venuto prima di quello scientifico e matematico, ovvero dell’operazione<strong> di intelligence Primrose</strong>, una serie di azioni belliche e di intelligence condotte dalla Royal Navy britannica tra il 1940 e il 1941 con l’obiettivo di <strong>catturare un esemplare funzionante</strong> della macchina tedesca Enigma.</p>



<p>Enigma era un dispositivo elettromeccanico utilizzato dalle forze armate del Terzo Reich per cifrare e decifrare i messaggi. <strong>Considerata inespugnabile</strong>, la sua decrittazione avrebbe fornito agli Alleati un enorme vantaggio strategico. Dopo un primo fallimentare tentativo e il recupero di una macchina Enigma di tipo navale, l’operazione Primrose ebbe successo il <strong>9 marzo 1941</strong> con la cattura di un U-Boot U-110 e della sua Enigma, perfettamente funzionante.</p>



<p>L’8 maggio 1941 il sommergibile tedesco U-Boot 110 avvistò al largo dell’Islanda un convoglio di navi nemiche con materiali destinati al fronte egiziano. Dopo aver lanciato quattro siluri, fu <strong>individuato e attaccato dalle navi britanniche</strong> <em>HMS Aubretia</em>, <em>Bulldog</em> e <em>USS Broadway</em>. Costretto a emergere, il sommergibile venne abbordato da una squadra britannica guidata dal sottotenente David Balme, che catturò la macchina Enigma e diversi altri documenti. L’U-110 fu affondato il giorno seguente, <strong>aiutando a mantenere il segreto</strong> dell’operazione fino agli anni Settanta.</p>



<p>L’operazione Primrose è considerata una delle operazioni di intelligence più importanti della Seconda guerra mondiale, delineando un vantaggio strategico per gli anglo-americani, che riuscirono a decifrare i messaggi tedeschi con maggiore facilità e rapidità, ottenendo informazioni cruciali sui loro piani di battaglia e movimenti di truppe.</p>



<p>Ci “leggiamo” alla prossima storia,</p>



<p><em>il vostro Starszy Kapral Helmut</em></p>



<p></p>
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		<title>Cosa succede ai tuoi dati quando muori</title>
		<link>https://prismag.it/dataficazione-cosa-succede-dati-quando-muori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Antista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[dataficazione]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[datificazione]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’eredità digitale nell’era dell’intelligenza artificiale ci pone di fronte a nuove sfide etiche e filosofiche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Vladimir Nabokov voleva che il manoscritto incompiuto di <em>The Original of Laura</em> fosse distrutto dopo la sua morte, ma trentadue anni dopo il figlio Dmitri decise comunque di pubblicare l’opera. Emily Dickinson scrisse circa 1800 poesie durante la sua vita ma ne pubblicò pochissime e in forma anonima. Prima di morire, chiese che tutte le sue lettere e le sue opere fossero bruciate ma la sorella Lavinia le conservò, permettendone così la pubblicazione.</p>



<p>I resti della nostra umanità sono ovunque, non solo su carta o dislocati in cassetti e cantine. Le persone vivono online e generano molti più dati rispetto al passato e, soprattutto, <strong>lasciano dietro di sé tracce digitali quando <a href="https://prismag.it/di-conflitto-interiore-si-muore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">muoiono</a></strong>: sia deliberatamente, sotto forma di profili e post sui social media, sia incidentalmente, con ricerche sul web, geolocalizzazioni, registri bancari e così via.</p>



<p>Con la dataficazione delle nostre vite dobbiamo affrontare il fatto che i dati su di noi, molto probabilmente, sopravviveranno al nostro sé fisico. La discussione sull’aldilà digitale solleva quindi diversi interrogativi importanti e interconnessi. <strong>Dovremmo avere il diritto di definire le nostre vite digitali postume?</strong> La decisione di non persistere in un aldilà digitale dovrebbe essere una nostra scelta. E poi, la decisione di rinunciare a questa possibilità potrebbe davvero essere applicata, considerando quanto sono capillari i dati digitali? La cancellazione è possibile? I dati sono per sempre, noi no.</p>



<p>Siamo arrivati al punto in cui dovremmo domandarci se davvero vorremmo che la nostra voce e la nostra immagine fossero programmate in un dispositivo di assistenza digitale o in un chatbot dopo la morte. Questa prospettiva è passata dall’essere lo scenario di una puntata di <em>Black Mirror</em> al regno delle possibilità e, forse, <strong>servirebbe una sorta di testamento digitale </strong>per gestire la volontà dei defunti.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-dataficazione-cosa-faranno-i-nostri-dati-dopo-di-noi">Dataficazione: cosa faranno i nostri dati dopo di noi?</h2>



<p>Nel 2022 Amazon ha annunciato di stare sviluppando una funzione per far sì che il suo assistente virtuale, Alexa, potesse essere programmato per parlare con la voce di un parente defunto. Ha persino realizzato un video in cui <strong>un ragazzo <a href="https://siliconangle.com/2022/06/23/amazon-demos-alexa-reading-wizard-oz-dead-relatives-voice/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">chiede ad Alexa </a>di leggergli <em>Il mago di Oz</em> con la voce della nonna defunta</strong>. I chatbot sono progettati per cementare il rapporto commerciale degli utenti con le aziende che li creano e quindi è improbabile che siano scontrosi o compiano una delle innumerevoli azioni irritanti – ma profondamente umane – che fanno le persone nel corso di relazioni durature.</p>



<p>I dati sono una creazione delle persone o un analogo digitale di un corpo fisico? Se i dati sono una nostra controparte digitale, <strong>quali obblighi impongono ai vivi?</strong> Dopotutto, la maggior parte delle culture è contraria a lasciare semplicemente un cadavere all’aperto a decomporsi, anche se non viene più utilizzato. <strong>I dati richiedono la stessa riverenza?</strong> Non si tratta solo di questioni per gli individui, ma anche per la società. Gli storici e i filologi studiano gli scritti privati di personalità celebri e di comuni mortali perché <strong>la luce che tali documenti possono collettivamente gettare sul passato dell’umanità supera i desideri del defunto proprietario</strong>. I dati, anche quelli delle persone comuni, sono diventati il più grande archivio della storia umana. Grazie alla dataficazione, questa immensa raccolta di informazioni sul nostro comportamento è un patrimonio collettivo e, come tale, potrebbe essere oggetto di una responsabilità condivisa. Stabilire precisamente cosa significhi questo nella pratica, però, è complicato e ancora in via di definizione.</p>
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		<item>
		<title>Internet ha gettato la psicoterapia nelle braccia del capitalismo</title>
		<link>https://prismag.it/psicoterapia-online-approccio-metodologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jenny Scheiding]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[psicoterapia online]]></category>
		<category><![CDATA[serenis]]></category>
		<category><![CDATA[unobravo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le piattaforme di psicoterapia online prosperano sempre di più, raddoppiando i fatturati, all’apparenza soddisfacendo un’esigenza a cui lo Stato italiano non sa rispondere. La psicoterapia online ha una sua vera peculiarità? Ne abbiamo parlato con Luciano Di Gregorio, psicanalista e gruppoanalista</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non fanno altro che ripetercelo: dalla pandemia in poi sono cambiati tanti aspetti delle nostre vite e alcune tendenze hanno accelerato, come quella della psicoterapia online. La possibilità di svolgere sedute online esiste da tempo, ma<strong> in Italia è diventata normalità solo da quattro anni</strong>. Oggi possiamo parlare con il nostro terapeuta in chat, chiamarlo dalla nostra camera, magari con ancora il pigiama addosso, possiamo inserire la terapia in pausa pranzo o in macchina tra un boccone e l’altro. Tutto questo per un prezzo più accessibile di un tempo, ma non ancora davvero abbordabile. Insomma, grazie a servizi come Unobravo o Serenis, con circa cinquanta euro a seduta ce la caviamo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-internet-ha-cambiato-la-metodologia-della-psicoterapia">Internet ha cambiato la metodologia della psicoterapia?</h2>



<p><strong>Quella nostra ora di incontro è davvero psicoterapia?</strong> Internet e il digitale hanno cambiato l’approccio metodologico? «In <strong>Italia nessuno ha definito una vera e propria<br>metodologia della psicoterapia online</strong>, indipendentemente dall’indirizzo teorico-tecnico<br>utilizzato dallo psicoterapeuta», risponde il dottor Luciano Di Gregorio, psicoterapeuta e<br>gruppoanalista, autore del saggio <em><a href="https://www.mimesisedizioni.it/libro/9788857586236" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Nella stanza virtuale. Dal lettino alla psicoterapia<br>psicoanalitica online</a></em> (Mimesis, 2022). Occorre fare una distinzione: lo psicoterapeuta che in modo autonomo eroga servizi di terapia online sembra inserirsi in modo diverso rispetto a chi entra nel gioco delle piattaforme come Unobravo o Serenis. Queste due aziende, le più note in Italia, <strong>sono prima di tutto società che smuovono grandi capitali</strong>, nell’intento di portare avanti la loro <em>mission</em>, cioè garantire sempre di più <a href="https://prismag.it/salute-mentale-tempi-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">il diritto alla salute mentale</a> ai cittadini. Ma questo spetta davvero a un’azienda?</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-i-numeri-della-psicoterapia-online">I numeri della psicoterapia online</h2>



<p>Sul proprio sito, Unobravo indica che dalla sua nascita, nel 2019, ha svolto <strong>quattro milioni di sedute con più di duecentomila pazienti differenti e oltre seimila «professionisti della salute mentale»</strong>. Serenis non rende noti i numeri dei suoi pazienti e afferma che si avvale di millecinquecento psicoterapeuti. Analizzando i guadagni, Unobravo nel 2023 ha chiuso con un fatturato di circa 77 milioni di euro contro i circa 35 milioni del 2022. Serenis, invece, nel 2023 è arrivato “solo” a 11 milioni, 9 in più rispetto al fatturato dell’anno precedente. Quindi, anche se non è stata ancora definita una vera metodologia, l’approccio è diventato un vero modello di business. Una cosa che abbiamo imparato dal capitalismo è che <strong>se noi risparmiamo, qualcun altro ci rimette</strong>.</p>



<p>Ma chi è questo “uno bravo”? Navigando sulle varie piattaforme, non sempre sono chiari i processi di selezione di psicologici e psicoterapeuti. Spesso si leggono diciture come “specializzando” o “almeno un anno di scuola”: <strong>sono quindi spesso giovani o neofiti</strong>. Chi cerca un professionista, non sempre è capace di valutare chi ha davanti e quindi ci si affida alla fiducia che la narrazione delle strategie marketing fanno.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-perche-si-sceglie-un-servizio-di-psicoterapia-online">Perché si sceglie un servizio di psicoterapia online?</h2>



<p>Lato paziente, il vantaggio economico è un elemento chiave. Nel 2024, circa cinque milioni di italiani ancora non riescono ad accedere a servizi di cura della salute mentale per problemi economici, come ha fatto notare il presidente dell’Ordine degli psicologi David Lazzari, durante il convegno nazionale degli psicologi, <a href="https://www.rainews.it/articoli/2024/05/disagio-psicologico-5-milioni-di-italiani-non-possono-curarsi-per-motivi-economici-391c4600-cd20-4562-b8b5-bf78ad2fe776.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">tenutosi l’8 maggio di quest’anno, a Roma</a>. <strong>Unobravo e Serenis, con il loro modello capitalista, intercettano questo bisogno </strong>che, da parte del governo italiano, non è mai stato preso seriamente. Grazie al bonus psicologo di quest’anno sono state attualmente accolte solo 3.325 domande sulle oltre quattrocentomila richieste arrivate all’Inps. Chi rimane escluso che alternative ha?</p>



<p>«Ho scelto un servizio online per vedere se mi sarei sentito più rilassato e più propenso ad aprirmi, facendo terapia nel mio ambiente domestico e con la tranquillità di casa, e anche per spendere meno», racconta Michele, utente di Unobravo (il suo e quello delle altre persone intervistate in questo articolo sono nomi di fantasia). Selenia, anche lei utente di Unobravo, trova la possibilità di svolgere la seduta da casa, potenzialmente in qualsiasi momento, <strong>un vantaggio e uno svantaggio</strong>. «Ho scelto l’online perché negli ultimi anni ho viaggiato tanto e non sono mai stata fissa in un posto. Da una parte è comodo, perché puoi inserire l’incontro quasi in qualsiasi momento, anche in pausa pranzo; dall’altra, si perde il senso di sacralità: non è necessario prepararsi, prendere dei mezzi o la macchina per arrivare, per esempio non hai il viaggio di ritorno per ripensare alla seduta appena svolta». Il Covid-19, ovviamente, ha dato una spinta come evidenzia Costanza: «Eravamo ancora sotto Covid-19 e non avevo molte alternative, visto che avevo problemi di ansia e ipocondria».</p>



<p>La terapia online intercetta anche una tipologia di paziente che, forse, senza l’online, non si sarebbe avvicinato a essa. Cristina precisa che «<strong>da persona neurodivergente, è la soluzione migliore</strong> e mi ha permesso di essere come sono senza il disagio di un ospedale affollato o uno studio pomposo».Rinaldo svolge il suo percorso di psicoterapia online con uno studio privato. «Ho fatto un percorso di psicoterapia in presenza a 16 anni, adesso ne ho 46 e ho iniziato online nel 2020, per via del Covid-19. Sinceramente non noto differenze, <strong>se non nell’accessibilità</strong>. Da autistica e ADHD, è più semplice dovermi solo ritagliare un’ora per mettermi davanti al computer, senza dovermi preparare o spostare. Ci possono essere dei limiti, come la mancanza del non-verbale, ma io non ho notato difficoltà. La sfida può essere se non si vive da soli, perché appunto occorre ritagliarsi uno spazio in casa. Ma è una questione più logistica che legata alla terapia in sé».</p>



<p>Per Simonetta l’incontro online «facilita il confronto, perché sei protetto dallo schermo. Quindi da un lato è vero che manca calore umano, ma io mi sono sentita molto più libera». È <strong>l’effetto schermo,</strong> come lo definisce Unobravo, «quella sensazione che consente, a chi si trova più a proprio agio davanti allo schermo di un PC, tablet o smartphone, di <strong>aprirsi con naturalezza con il professionista, superando eventuali timori o paure iniziali con maggiore facilità</strong>».</p>



<p>«Una persona con una fobia sociale o con altre problematiche relazionali può avvicinarsi alla<br>psicoterapia grazie a un approccio online. Lo schermo è un paravento dietro il quale ci si può<br>nascondere, oppure dà un senso di maggiore distanza. Però questo è un sintomo: andrebbe<br>letto come una problematica da risolvere e non da tenere a vita. <strong>La psicoterapia online è<br>una psicoterapia come ce ne sono altre</strong>, penso al gruppo o alla terapia di coppia: la<br>sua diversità sta nel setting», specifica Di Gregorio. «È una tecnica che richiede un<br>apprendimento specifico e si rivolge potenzialmente a qualsiasi tipo di utente, anche se<br>personalmente non tratterei i casi più complessi online». Le motivazioni che ci spingono alla scelta di un approccio online sono stratificare e numerose, ma la principale è la ricerca di benessere. Sebbene la psicoterapia non sia un servizio ma un percorso di psicologia clinica volta al benessere del paziente, <strong>lo recensiamo su Trustpilot e ne valutiamo pro e contro, come qualsiasi altro servizio o prodotto</strong>. «Il risvolto pratico della psicoterapia online è una opportunità contingente, non la motivazione per cui è nata e continua a essere praticata anche dopo il Covid-19; cioè anche se in alcuni casi ha permesso ad alcuni soggetti di accedervi per motivi logistici o di distanza, essa non si<br>riduce a un vantaggio solo pratico o di comodità, ma andrebbe considerata alla stregua di un<br>trattamento che si confronta alla pari con altre metodiche di psicoterapia», precisa Di Gregorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-quando-i-bonus-non-bastano">Quando i bonus non bastano</h2>



<p>Internet non ha cambiato l’approccio della psicoterapia, ma <strong>l’ha soggiogata al gioco capitalista</strong>. Le persone intervistate per questo articolo, per esempio, non notano grandi differenze tra online e sedute in presenza. «Nessuna scuola di psicoterapia insegna una metodica specifica da adottare nel lavoro psicologico online, né all&#8217;estero e tanto meno in Italia. Chi inizia adesso questa professione spesso si ritrova a gestire sedute online applicando gli insegnamenti che ha appreso in una delle tante scuole di psicoterapia e utilizza la stessa metodologia che usa e ha sempre usato in presenza. Come dicevo, <strong>il setting è diverso e gli stimoli sensoriali vanno gestiti con una consapevolezza diversa</strong>, in Italia è pensata solo come una terapia di rimedio che usiamo quando non abbiamo la possibilità di<br>lavorare con il paziente in studio, a differenza di Paesi come gli Stati Uniti o l’Inghilterra, dove<br>la psicoterapia a distanza è nota da molto prima del Covid-19, e viene utilizzata anche per<br>fare la supervisione a distanza degli allievi tramite collegamenti Internet». La salute mentale è riconosciuta come un diritto universale che non può e non deve essere delegato e definito da aziende mosse da un modello di business. E non può essere garantito nemmeno a colpi di bonus.</p>
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		<title>L’industria videoludica verso il game over</title>
		<link>https://prismag.it/crisi-industria-videoludica-verso-il-game-over/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvio Ghidini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[gaming]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante il mercato sia in salute, le aziende stringono la cinghia e a risentirne sono qualità e originalità dei titoli. L’esperto Fabio “Kenobit” Bortolotti: «Siamo davanti a un sistema che ha dimostrato di non poter più vivere come ha fatto fino a ora»</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La bolla della pandemia ha dopato interi segmenti dell’economia globale per poi scoppiare, costringendo decine di migliaia di professionisti ad aggiornare il curriculum. Tra i settori interessati dal fenomeno ce n’è in particolare uno che sta attraversando un momento di grande crisi, la cui flessione ha origine da un eccesso di prosperità e aspettative. Si tratta del mercato dei videogiochi, arte e hobby che, come altri pilastri della cultura pop, è recentemente riuscito a emanciparsi dagli <a href="https://prismag.it/big-bang-theory-gentrificazione-ner/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">stereotipi del nerd secchione e sfigato</a>. <strong>Oggi la diffusione dei videogame è capillare</strong>, grazie<em> in primis</em> al mondo smartphone che può rendere chiunque, anche l’anziano appassionato di <em>Candy Crush</em>, un videogiocatore. <strong>C’è però una frattura nella colonna vertebrale dell’industria, cioè il mondo console/pc</strong>, la principale fonte di innovazione e sviluppo di questo ambito. <a href="https://www.voronoiapp.com/entertainment/50-Years-of-Video-Game-Industry-Revenues-by-Platform-456" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external"><strong>Nel 2023 il mercato dei videogiochi è arrivato a valere 183 miliardi di dollari</strong></a>,<strong> un valore complessivo che cresce (quasi) ininterrottamente da cinquant’anni</strong>. Nonostante le alte vendite di console e software, continuiamo ad assistere alla raffica di licenziamenti da parte delle grandi case videoludiche. Stando ai dati <a href="https://publish.obsidian.md/vg-layoffs/Archive/2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">raccolti da Fahran Noor</a> e alle elaborazioni della redazione del sito specializzato <em>Polygon</em>, <strong>a giugno 2024 sono stati mandati a casa diecimila esperti del settore</strong>, più del totale dell’anno precedente.<strong> I colossi alleggeriscono il personale e chiudono interi studi, ma non sempre queste operazioni vanno di pari passo con l’andamento economico dell’azienda</strong>. Microsoft ha licenziato oltre 2500 dipendenti della sua divisione gaming e chiuso importanti studi recentemente acquistati, nonostante il settore dell’intrattenimento videoludico sia ora il terzo più remunerativo dell’azienda (stando ai dati dell’ultimo trimestre 2023), superando persino Windows. Se l’industria videoludica non è in crisi, perché tagliare?</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-una-bolla-pixelata"><strong>Una bolla pixelata</strong></h2>



<p>Secondo <strong>Fabio “Kenobit” Bortolotti</strong>, giornalista videoludico, localizzatore di videogiochi, musicista 8-bit e artivista, «il problema, fa ridere dirlo, è ancora una volta il capitalismo. Le grandi multinazionali dei videogiochi sono corporazioni con consigli di amministrazione che hanno bisogno di crescita perenne e costante, che non è sostenibile a lungo termine». La spinta alle grandi assunzioni, con i conseguenti licenziamenti di massa post Covid-19, è solo l’ultimo elemento che ha condizionato la bolla dell’industria videoludica. Per Bortolotti, il principale problema del mercato è che, dalla sua nascita, è sempre cresciuto: «<strong>Per lungo tempo i videogiochi sono stati drogati, perché il settore sembrava crescere all’infinito</strong>. A parte un solo periodo di crisi dell’industria videoludica [<em>quello del mercato nordamericano del 1983-85, legato alle pessime performance di vendita del gioco di E.T. l’extraterrestre per la console Atari 2600, ndr]</em>, per anni il settore è cresciuto a doppia cifra, puntando all’infinito». Dal 1971, anno di uscita di <em>Computer Space</em> – prima console arcade venduta su larga scala – il valore del mercato è lievitato ininterrottamente. Una crescita del genere fa ovviamente gola agli investitori. Uno scenario idilliaco, finché non si è giunti all’ultimo decennio quando, di pari passo, il mercato si è saturato e i grandi titoli che trainano le vendite, i cosiddetti tripla A, hanno perso carica innovatrice e fascino, assomigliandosi sempre più. «Il videogioco non morirà, ma cambierà», chiosa Bortolotti. «L’economia può attutire o rallentare il crollo, ma l’industria videoludica è in crisi: siamo davanti a un sistema che ha dimostrato di non poter più vivere come ha fatto fino a ora».</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-il-prossimo-livello-dopo-la-crisi-dell-industria-videoludica"><strong>Il prossimo livello dopo la crisi dell’industria videoludica</strong></h2>



<p>Per Bortolotti, «il colpo di grazia lo ha dato il Covid-19, che ha drogato ulteriormente il settore, ma erano già presenti crepe. <strong>Se le vendite restano le stesse, la logica della crescita infinita ricade sul consumatore</strong>. C’è un’erosione del valore di ciò che viene venduto, il videogioco: stesso prezzo, ma valore minore». Con un bacino di utenti che su console ha quasi raggiunto la saturazione e gli investitori che bussano alla porta, le “soluzioni” che l’industria ha scelto per impedire l’arresto della crescita, ormai data per scontata, sono le solite offerte dal capitalismo selvaggio.</p>



<p>Un primo esempio lo si trova nel<strong> cambiamento del modello di business</strong>, orientato all’<strong>acquisto di contenuti aggiuntivi all’interno del gioco</strong>, i cosiddetti <em>downloadable content</em>, che possono ampliare l’esperienza o avere una mera funzione estetica, come accade con costumi alternativi in giochi gratuiti come <em>Fortnite</em>. Ci sono poi i <strong>tagli al personale e ai tempi di lavoro</strong>, che comportano, tra le altre conseguenze, il <strong>rilascio sempre più frequente di giochi incompleti e con evidenti problemi tecnici</strong>, aggiustati solo in un secondo momento tramite aggiornamenti (ne è un esempio quanto avvenuto con <em>Final Fantasy XV</em>).</p>



<p>A risentirne sono la qualità e l’esperienza di gioco, qualità secondarie per le aziende del settore rispetto al pareggio dei conti. Bisogna infatti inserire nell’equazione il fatto che nel panorama dei colossi videoludici solo Nintendo, la casa di Super Mario e Zelda, è un editore “puro”. <em>Playstation</em> e Xbox appartengono a multinazionali (rispettivamente Sony e Microsoft) per le quali <strong>il gaming è una delle tante divisioni aziendali</strong>. Prima il bilancio, poi il gameplay.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-nuovi-modelli"><strong>Nuovi modelli</strong></h2>



<p>Produrre un videogioco tripla A comporta investimenti che possono arrivare a decine di milioni di dollari, nonostante il mercato sia ancora più vasto di quanto offerto dalle teste di serie. Pensare a un modello alternativo di business non è semplice. Ci aveva provato Google, che aveva promesso di rivoluzionare il mercato con Stadia, servizio basato sul cloud gaming che permetteva di giocare a titoli complessi anche su dispositivi sprovvisti di grandi capacità di calcolo.Il progetto, però, è fallito nel 2023, a tre anni dal lancio, sia per limiti infrastrutturali sia per il generale disinteresse degli sviluppatori allo strumento e a causa del disinvestimento di Google nel settore.</p>



<p>Il ruolo dell’apripista verso il futuro dell’industria è ora reclamato da Microsoft, che con il servizio Game Pass permette tramite abbonamento di giocare in streaming come Stadia, ma aggiungendo un vasto catalogo di titoli dal quale attingere. Perché acquistare 80 euro di gioco quando con poco più di 14 euro al mese posso immergermi ogni giorno in un’avventura diversa? «<strong>È il processo di “netflixizzazione” dei videogiochi</strong>. Come Netflix si propone come servizio imbattibile, ma in realtà l’abbondanza è a scapito del consumatore. Basti pensare alla percezione che si ha oggi di Netflix rispetto a ciò che si diceva dieci anni fa», commenta Bortolotti. «L’obiettivo è impostare il business model dell’intero mercato come vogliono loro. Quella che Microsoft propone come àncora di sicurezza si presenta in realtà come un primo step di un processo assimilabile a ciò che Netflix ha fatto con l’intrattenimento: l’accentramento del potere in poche realtà».</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-respawnare-un-settore"><strong>Respawnare un settore</strong></h2>



<p>Se l’industria mainstream sta implodendo per colpa di uno sfasamento fra interessi economici ed economia reale del mercato, neanche guardando alle realtà videoludiche indipendenti è possibile rallegrarsi. «<strong>La dimensione “punk” non sarà la salvezza del settore, ma potrebbe essere il punto di inizio per la ricostruzione dopo il crollo</strong>. Al momento, però, è troppo di nicchia e difficilmente sostenibile da un punto di vista economico», chiosa Bortolotti. Pronti al game over?</p>
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		<title>I disturbi alimentari e il ruolo dei social</title>
		<link>https://prismag.it/edtwt-corpi-degli-altri-sono-ovunque-tra-dismorfia-digitale-e-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabiana D'Eramo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[dismorfia digitale]]></category>
		<category><![CDATA[dismorfismo corporeo]]></category>
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		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per quanto i social network cerchino di controllare i contenuti destinati agli adolescenti che influenzano il rapporto con il proprio corpo, comunità online come edtwt continuano a germogliare in cerca di motivazione e, soprattutto, conforto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>«Solo qui posso esprimermi», dice Selene. Diciotto anni, un disturbo alimentare da quando ne ha dodici. «Qui» è un pezzo di internet in cui nessuno la «prenderebbe per pazza»: <strong><em>edtwt</em></strong>. Sta per <em>eating disorder Twitter</em> e si riferisce a <strong>una comunità di utenti di X che hanno o hanno avuto disturbi alimentari</strong>. Alcuni di loro cercano consigli online per trattare il loro disturbo, altri <strong>ispirazione e incoraggiamento per continuare a perseguire il loro stile di vita</strong> – come Selene.&nbsp;</p>



<p>«Mi piacciono molto <strong>i</strong><strong><em> </em></strong><strong>thread informativi in cui si spiega come funziona il digiuno intermittente o come camminare di più. Ma mi va bene qualsiasi cosa, dai meme ai </strong><strong><em>thinspo</em></strong><em>, </em>cioè le foto di ragazze magre». Consumare questo tipo di contenuti le dà conforto. Scrollare è ispirazione. Le ossa delle altre, una motivazione.</p>



<p>Ma non è stato il <a href="https://prismag.it/come-ti-influenzo-la-nutrizione-influencer-dieta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">social network</a> a riempire il suo cervello di adolescente con immagini pro-anoressia e il desiderio pressante di perdere peso. Selene pensa che abbia svolto, semmai, una funzione di conforto. È un luogo in cui parlare – anche anonimamente, purché si parli – mentre fuori non è concesso. «Conosco <em>edtwt</em> da molti anni, ma penso di esserci entrata seriamente soltanto l’anno scorso, a diciassette anni, quindi non ha influito. <strong>Il mio disturbo alimentare è nato dalle mie esperienze fatte dal vivo. I social o <em>edtwt </em>non c’entrano nulla</strong>».</p>



<p>Siamo abituati a pensare all’azione di internet su di noi come a un atto di corruzione, qualcosa di negativo che altera e manipola i nostri pensieri in seguito a lunghi periodi di esposizione e fruizione di contenuti. E se invece fare parte di una comunità online<em> </em>in cui esprimersi e ritrovarsi nell’esperienza altrui potesse aiutare ad affrontare il proprio disturbo?</p>



<p>Secondo la dottoressa Eleonora Stingone, psicologa specializzata in neuroscienze e cyberpsicologia, «nel momento in cui io ne parlo e sento l’esperienza degli altri, che siano anche esperienze in cui mi viene proposto un modello che non va bene per la mia salute, questo mi può aiutare a gestire il disturbo: <strong>ritrovarsi nell’esperienza degli altri significa essere meno soli, fare parte di qualcosa, anziché sentirsi un pesce fuor d’acqua</strong>. Nel caso di Selene, l’aspetto relativo alla sua dismorfofobia [<em>disturbo da dismorfismo corporeo, ossia ansia e preoccupazione cronica per un presunto difetto fisico, ndr</em>] può essere aiutato dal social media, dalla community, dal fatto di avere qualcuno che vive la tua stessa esperienza, ma anche e soprattutto dal vedere il modello sbagliato nell’altro: <strong>tu lo vedi in un altro, quello è un altro corpo e puoi guardarlo in maniera obiettiva, dall’esterno. Stavolta non sei tu</strong>. È lì che si frammenta qualcosa».&nbsp;</p>



<p>Il disturbo legato all’alimentazione di Selene, però, aggiunge uno strato in più al disagio che prova rispetto alla sua immagine riflessa nello smartphone. La dottoressa Stingone, infatti, insiste nel <strong>tracciare una linea di confine fra dismorfismo corporeo e disturbi alimentari</strong>: «Esistono piccole distinzioni tra questi concetti che bisogna tenere in considerazione. Per essere ossessionati dall’idea di essere magri non necessariamente mangiamo poco: possiamo essere magri mangiando normalmente e avendo un rapporto perfetto col cibo, però distruggendoci con lo sport. In quel caso non si parla di anoressia: il soggetto ha un’alimentazione corretta ma ha un comportamento compulsivo, che è quello dello sport praticato in maniera ossessiva, al fine di essere magro».</p>



<p>Il dismorfismo corporeo è, perciò, <strong>una patologia del disturbo ossessivo compulsivo, in cui si adottano comportamenti ripetitivi, ossessivi, rituali che vengono eseguiti, legati a disturbi d’ansia</strong>. Può avere a che fare con l’intera figura oppure con singole parti del corpo come il viso, e non può quindi essere ridotto al solo ambito alimentare. E, soprattutto, non si tratta di una patologia di tipo femminile, ma è presente in modo trasversale a prescindere dal genere. Può trattarsi dell’occhio da gatta, delle labbra a canotto, delle gambe scheletriche oppure dei bicipiti grossi o dei capelli perfetti ma, in ogni caso, spiega la dottoressa Stingone, «nel disturbo dell’immagine corporea, <strong>l’immagine del sé che abbiamo interiorizzato, quella di cui siamo insoddisfatti e contro cui proviamo molta rabbia, non corrisponde alla realtà</strong>». Oggi, soprattutto dopo l’avvento dei selfie, i filtri e tutto ciò che ci ha permesso di vederci in ogni momento della giornata e guardarci attraverso lo smartphone, possiamo parlare nello specifico di <strong>dismorfia digitale, una forma di disagio nei confronti della propria immagine digitale in funzione di un sé ideale</strong>.</p>



<p>L’ideale è costruito culturalmente. Dal momento che internet è diventato parte integrante della nostra giornata, <strong>l’esposizione alle vite e ai corpi perfetti degli altri sui social media può tradursi in una perdita di autostima</strong>. Le comunità online, oltre a fornire un senso di appartenenza, possono finire anche per romanticizzare la sofferenza, al punto da farla diventare desiderabile. <strong>In </strong><strong><em>edtwt </em></strong><strong>spesso il disturbo alimentare è un </strong><strong><em>aesthetic</em></strong><strong>.</strong> E X/Twitter non è l’unico social in cui si riuniscono gli utenti che glamorizzano i disturbi del comportamento alimentare: nell’era dell’Ozempic (farmaco per trattare il Diabete di tipo 2 impropriamente utilizzato per dimagrire) possiamo trovarli anche su TikTok (<em>edtok</em>), Tumblr (<em>edtumblr</em>), oltre che nei subreddit di Reddit e in vari forum e blog sul web.</p>



<p>«È la parte negativa di internet», conviene Stingone. «Nel caso degli adolescenti, l’unica cosa da fare è che i genitori supervisionino. E anche i nonni, che spesso vengono sottovalutati, sono in realtà fondamentali. <strong>Sono d’accordo con la scelta di Instagram di introdurre gli </strong><a href="https://about.instagram.com/it-it/blog/announcements/instagram-teen-accounts" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external"><strong>account per teenager</strong></a><strong>, però allo stesso tempo bisognerebbe educare gli adulti al digitale</strong>. Quando parliamo di genitori di adolescenti ci riferiamo a una fascia di persone nate tra gli anni Settanta e Ottanta, persone che hanno vissuto un periodo della loro vita senza tecnologia, e quindi hanno un approccio differente. Mancano loro gli strumenti per comprenderla. I genitori devono imparare a usare i social per capire meglio come educare i figli a usarli in maniera consapevole».</p>



<p>La dottoressa Stingone ci ricorda inoltre che, fino all’età di ventidue anni, il cervello dei ragazzi ha delle aree meno sviluppate che ancora devono maturare, tra cui l’area che regola le nostre scelte, il nostro processo di pianificazione e la nostra motivazione. Tenendo conto di questo, i genitori dovrebbero guidare i figli nella comprensione di quello che vedono online. «Per esempio», continua Stingone, «di fronte al video della ragazza magrissima che mostra le parti più minute del suo corpo, il genitore dovrebbe chiedere alla figlia cosa ne pensa, cosa le piace di quel video, così che possa rifletterci da sé. <strong>Bisogna sempre chiedere agli adolescenti cosa pensano. Se i genitori sono aperti e disponibili, i figli si concentreranno di più sulle loro parole</strong>. Solo dopo i genitori dovranno spiegare l’importanza di accettare il proprio corpo così com’è, senza paragonarsi ai modelli di riferimento, e riuscire a far capire ai figli <strong>l’importanza del distacco</strong>. Distaccarsi dalle cose degli altri, <strong>dire “non sono io”</strong>, da soli è difficile, ma se hai qualcuno che ti sostiene…».</p>



<p>Quando a Selene chiediamo: «I tuoi genitori, di tutto questo, che sanno?», lei risponde: «Niente».<br></p>
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		<title>Il ruolo delle eSIM nell’eccidio palestinese</title>
		<link>https://prismag.it/eccidio-palestinese-ruolo-esim-gaza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vera Lazzaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Mondo e l'Ester(n)o]]></category>
		<category><![CDATA[connessione]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[esim]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da ottobre 2023 organizzazioni come Connecting Humanity stanno distribuendo eSIM agli abitanti della Striscia di Gaza perché riescano a rimanere connessi nonostante le reti danneggiate dagli attacchi israeliani. Che si tratti di comunicazioni umanitarie, condivisione di informazioni o supporto a chi tenta di lasciare la Striscia, il ruolo della tecnologia in questi mesi è da protagonista</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È passato più di un anno dall’<strong>operazione al-Aqsa Storm del 7 ottobre 2023</strong>, l’attacco orchestrato da Hamas contro Israele che, con oltre mille vittime e più di duecento ostaggi causati, ha portato a una violentissima reazione di Tel Aviv. Da quel giorno, le condizioni di vita degli abitanti della Striscia di Gaza e della Palestina in generale sono precipitate. In questo quadro, il <strong>ruolo della tecnologia e delle connessioni</strong> in senso lato resta protagonista occulto.</p>



<p>Non è un mistero che le <strong>forze di difesa israeliane (Idf)</strong> vadano fiere dei<a href="https://www.idf.il/en/mini-sites/technology-and-innovation/the-idf-s-top-10-innovations/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external"> mezzi che portano in campo</a>, a partire dall’<strong>Iron Dome, nato nel 2011 per intercettare e distruggere missili in arrivo</strong> dalla Striscia di Gaza e non solo. Anche le <strong>esplosioni del 17 e 18 settembre 2024</strong> di walkie-talkie e cercapersone in possesso di Hezbollah sono state <strong>ricondotte all’operato dell’Idf</strong>, nonostante il presidente israeliano Werner Herzog abbia respinto le accuse. In questo scenario di tecnologie usate in maniera offensiva fa la sua parte anche l’uso a scopo informativo e umanitario di un servizio digitale noto come <strong>eSIM</strong>.</p>



<p>Il termine eSIM, abbreviazione di <em>embedded SIM</em>, indica una <strong>versione digitale delle tradizionali SIM</strong> utilizzate all’interno di telefoni cellulari e altri dispositivi mobili. La differenza principale sta nel fatto che le eSIM siano integrate, appunto <em>embedded</em>, nel dispositivo e rendano di fatto inutile l’inserimento e l’uso di una scheda fisica. L’eSIM, già presente e solo da attivare nei dispositivi più recenti, permette di cambiare operatore o piano tariffario utilizzando un codice QR o un’applicazione apposita. <strong>Gli interi processi di attivazione e gestione avvengono tramite il software del dispositivo in uso</strong>: dopo aver sottoscritto il nuovo piano tariffario vengono forniti all’utente un codice QR o una serie di istruzioni per scaricare un profilo contenente i dati necessari per connettersi alla rete. A questo punto il dispositivo carica il profilo dell’operatore direttamente sull’eSIM integrata. È inoltre possibile attivare più numeri o piani tariffari sullo stesso dispositivo senza dover investire in un prodotto dual SIM. <strong>Potersi connettere a operatori diversi da uno stesso dispositivo aumenta le probabilità di stabilire una connessione quando una rete è sovraccarica o danneggiata</strong>, avvenimento che nella Striscia è all’ordine del giorno ormai da mesi.</p>



<p>Nonostante non tutti gli operatori e i dispositivi supportino le eSIM e nonostante (come con molte tecnologie recenti) ci sia ancora qualche tecnicismo da risolvere, è grazie a questa facilità di gestione e alla possibilità di attivare piani tariffari a distanza che <strong>l’eSIM è diventata un supporto per i gazawi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="696" height="734" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801.jpeg?resize=696%2C734&#038;ssl=1" alt="esim gaza" class="wp-image-5912" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=971%2C1024&amp;ssl=1 971w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=284%2C300&amp;ssl=1 284w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=768%2C810&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=1457%2C1536&amp;ssl=1 1457w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=1942%2C2048&amp;ssl=1 1942w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=150%2C158&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=300%2C316&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=696%2C734&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=1068%2C1126&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=1920%2C2025&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?resize=600%2C633&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?w=1392&amp;ssl=1 1392w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/DSC_3801-scaled.jpeg?w=2088&amp;ssl=1 2088w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption class="wp-element-caption">Manifestazione pro-Palestina a Milano. Foto di Mariam Nassar.</figcaption></figure>



<p>A livello internazionale <strong>varie organizzazioni stanno lavorando per garantire che le eSIM siano rese disponibili agli abitanti della Striscia attraverso donazioni</strong>, per la maggior parte coordinate dal progetto<a href="https://connecting-humanity.org/esims-in-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external"> Connecting Humanity</a>, il cui scopo è ottenere eSIM da ridistribuire poi in base alle richieste provenienti dal territorio.</p>



<p>La distribuzione di eSIM non è importante solo in relazione al <strong>diritto di accesso a internet</strong> in sé e per sé, ma anche relativamente alle <strong>comunicazioni tra familiari e amici</strong> dentro e fuori la Striscia; alla <strong>trasmissione di informazioni</strong> tra colleghi, che si tratti di medici, operatori umanitari, giornalisti; alla <strong>possibilità</strong> per i più giovani <strong>di continuare a studiare</strong>; alla <strong>condivisione di immagini, video, audio testimonianti il massacro in corso</strong>, forse il più documentato della storia nonostante il divieto imposto da Israele di entrare nella zona. Non da ultimo, <strong>la connessione diventa di vitale importanza per chi prova a lasciare la Striscia</strong>.</p>



<p><strong>Il passaggio attraverso il confine ha un costo non indifferente</strong>, «cinquemila euro a testa più cinquemila per le prime spese al Cairo», come racconta Valerio Nicolosi in <em>C’era una volta Gaza,</em> variabile in base, tra le altre cose, all’etnia. Una cifra irraggiungibile in autonomia in una terra distrutta e in cui <strong>già prima del 7 ottobre buona parte della popolazione viveva sotto la soglia della povertà</strong>. Entrano qui in gioco le raccolte fondi che, con cifre da capogiro, da mesi vengono condivise sui social media nella speranza di far passare il confine a più persone, e soprattutto famiglie, possibile.</p>



<p>La situazione nella Striscia è in continua evoluzione mentre le mire di Israele si rivolgono su più fronti e non diminuiscono le difficoltà quotidiane, enormi, che <a href="https://prismag.it/lotta-donne-di-gaza-sopravvivere-assedio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">i gazawi</a> devono affrontare per sopravvivere. In un contesto come questo <strong>una tecnologia apparentemente scontata come quella dietro le eSIM può diventare uno strumento di resilienza</strong>, facilitando almeno un po’ la comunicazione interna ed esterna in un momento in cui consapevolezza e supporto a livello globale sono più necessari che mai.</p>
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		<title>Il conflitto Russia &#8211; Ucraina tra fake news e propaganda</title>
		<link>https://prismag.it/disinformazione-guerra-russia-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Flora Alfiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Mondo e l'Ester(n)o]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lotta alla disinformazione in guerra è sempre più complessa e progetti come IDMO e VoxCheck sono cruciali per  contrastare fake news e propaganda, promuovendo l’alfabetizzazione mediatica. Ce lo racconta Liza Tkachenko, junior analyst per VoxCheck</p>
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<p>«Niente può più impressionarmi, adesso». Esordisce così la giornalista <strong>Liza Tkachenko</strong> dopo due anni di lavoro come <em>junior analyst </em>per <a href="https://voxcheck.voxukraine.org/home-eng.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">VoxCheck</a>, un progetto di <a href="https://voxukraine.org/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Vox Ukraine</a>, attraverso cui ogni giorno si trova davanti esempi di propaganda russa e disinformazione da contrastare. VoxCheck ha riscontrato <a href="https://russiandisinfo.voxukraine.org/it/lists" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">13mila casi</a> di disinformazione attraverso i media anche in sei Paesi europei, tra cui l’Italia, da quando è scoppiata la guerra. Per <a href="https://voxukraine.org/en/authors/yelyzaveta-tkachenko-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Tkachenko</a>, <strong>la disinformazione russa è sempre più sofisticata</strong>, soprattutto quella che passa per i canali Telegram. L’app è usata sia dai russi che dagli ucraini, ma i primi spesso la sfruttano per diffondere notizie che, pur apparendo credibili, nascondono narrazioni pro-Russia. Secondo la giornalista, uno dei casi più preoccupanti è stato quello <a href="https://voxukraine.org/videofejk-zelenskyj-nakazav-pokynuty-avdiyivku" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">riguardante Avdiïvka</a>, città vicina a Donetsk, dove erano presenti numerose milizie russe. Un video falso diffuso su internet con alcune dichiarazioni dell’ex generale dell’esercito ucraino, Valerij Zalužnyj, ha seminato paura tra la popolazione locale​: «Si trattava di un video in cui Zalužnyj diceva: “Dobbiamo arrenderci ad Avdiïvka. Non possiamo resistere in queste condizioni. Dobbiamo solo arrenderci”. Ha avuto, credo, una cattiva influenza sulla società civile di quella città. E anche su altri ucraini che hanno visto questo video su TikTok o su YouTube, perché la situazione lì era molto difficile».</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-contro-la-disinformazione-in-guerra-il-ruolo-delle-piattaforme-social">Contro la disinformazione in guerra: il ruolo delle piattaforme social</h2>



<p><a href="https://prismag.it/endorsement-taylor-swift/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">Taylor Swift </a>che invita a votare Donald Trump, Kamala Harris vestita da generale comunista, il presidente ucraino Zelensky che balla con un vestito rosso. Oggi i social media e internet giocano un ruolo cruciale nella diffusione della disinformazione, amplificandola e permettendo che raggiunga velocemente milioni di persone. Piattaforme come Facebook, Twitter, Instagram, TikTok e Telegram sono diventate canali privilegiati per la diffusione di notizie false, spesso senza che vengano applicate misure di moderazione adeguate. Un esempio significativo è ancora una volta emerso nel contesto della guerra in Ucraina, quando i contenuti pro-Russia, inclusi deepfake e narrazioni propagandistiche, si sono diffusi a macchia d’olio su queste piattaforme. TikTok, in particolare, è stata segnalata come una fonte di disinformazione, grazie alla diffusione di video manipolati o <strong>contenuti generati dall’intelligenza artificiale </strong>che confondono gli utenti. La capacità delle piattaforme di moderare o identificare contenuti falsi è stata spesso criticata. La mancanza di regolamentazioni chiare e l’influenza dei profili falsi ha contribuito ad accrescere la portata della disinformazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-il-lavoro-di-idmo">Il lavoro di Idmo </h3>



<p>Diventa così fondamentale il ruolo di progetti come l’<a href="https://www.idmo.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Italian Digital Media Observatory</a>, finanziato dalla Commissione europea con l’obiettivo di contrastare la disinformazione attraverso la promozione di alfabetizzazione mediatica e fact-checking. Come sottolineato da Gian Marco Passerini, parte del team, Idmo collabora con diversi partner nel settore dei media, tra cui <a href="https://www.ansa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Ansa</a>, <a href="https://www.newsguardtech.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">NewsGuard</a> e <a href="https://pagellapolitica.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Pagella Politica</a>, per monitorare e analizzare la diffusione di fake news in Italia. Una delle attività chiave di Idmo è <strong>il lavoro di <em><a href="https://www.idmo.it/2023/12/14/idmo-ricerca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">media literacy</a></em>, in particolare nelle scuole superiori</strong>, per insegnare a riconoscere le fake news, insieme a un costante monitoraggio della disinformazione online grazie alla collaborazione con diverse realtà.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-disinformazione-e-propaganda-nei-contesti-di-guerra">Disinformazione e propaganda nei contesti di guerra</h3>



<p>La disinformazione in guerra è uno strumento potente, che può portare a conseguenze gravi: durante il conflitto tra Russia e <a href="https://prismag.it/speciale-ucraina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">Ucraina</a>, è ampiamente utilizzata per minare il morale del nemico, destabilizzare la popolazione e creare confusione. Nel caso della Russia, la cosiddetta guerra dell’informazione si è concentrata sulla diffusione di notizie manipolate sui successi militari, crimini di guerra e decisioni politiche. Uno degli esempi più evidenti è la produzione di <strong>deepfake</strong>, utilizzati per far sembrare che leader politici abbiano pronunciato dichiarazioni che in realtà non hanno mai fatto.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-il-caso-dell-ucraina">Il caso dell’Ucraina</h3>



<p>Video creati attraverso l’intelligenza artificiale o fake news potrebbero sembrare irrilevanti, ma in un contesto di guerra possono avere un’influenza sulle persone molto più significativa di quanto si pensi. Tkachenko ha inoltre spiegato come <strong>la propaganda russa abbia cercato di distorcere i fatti riguardo gli attacchi missilistici su obiettivi civili</strong>, come nel caso di un attacco all’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kiev. La propaganda ha inizialmente attribuito le responsabilità&nbsp; a missili ucraini, ma successive indagini indipendenti hanno rivelato che si trattava di un razzo russo: «I russi hanno iniziato un’enorme ondata di propaganda», creando anche un <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2024/07/20/7466639/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">video con un medico</a> e un poliziotto che facevano ricadere la responsabilità sugli ucraini. «C’era sangue, c’erano feriti. E hanno anche creato un video con dei soldati. Molti razzi sono stati lanciati, ma era chiaro che si trattasse di razzi russi perché un’indagine ha mostrato che sui pezzi trovati dai nostri poliziotti c’erano alcuni numeri riconducibili alle armi russe. Mi ha colpito anche perché è stata un’enorme ondata di propaganda e i fake erano davvero tanti. Una delle cose più interessanti è che, in primo luogo, i russi hanno detto una cosa, per esempio che si trattasse di un razzo ucraino. Come se non fossero stati loro. Successivamente,&nbsp; hanno ritrattato ammettendo che alcuni razzi erano russi. Più tardi, altri canali Telegram hanno scritto che invece la responsabilità non era dell’esercito russo. Si è cercato di confondere la gente, di confondere la stessa popolazione russa». Questa strategia di confusione deliberata <strong>ha l’obiettivo di far desistere le persone dal cercare la verità</strong>, lasciandole in uno stato di disorientamento.</p>



<p>La <a href="https://www.newsguardtech.com/it/special-reports/centro-di-monitoraggio-della-disinformazione-sul-conflitto-russia-ucraina-oltre-100-siti-pro-putin-e-le-10-false-narrazioni-piu-diffuse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">disinformazione</a>, soprattutto in contesti di guerra, è diventata uno strumento potente per manipolare l’opinione pubblica e alterare la percezione della realtà. La diffusione di fake news attraverso i social media ha incrementato questo problema, rendendo difficile per il pubblico distinguere tra verità e manipolazione. Iniziative come quelle di Idmo e VoxCheck sono fondamentali per contrastare queste tendenze, ma la sfida resta enorme. Nell’era digitale, la disinformazione si è evoluta in un problema globale che colpisce società e governi, soprattutto in situazioni di crisi e guerra. La disinformazione è poi spesso confusa con la <a href="https://www.startmag.it/wp-content/uploads/Mappatura-dei-propagandisti-del-Cremlino-sulla-TV-italiana-Decode39.pdf?_gl=1*1gcv7tz*_up*MQ..*_ga*MzM2MDc1OTAyLjE3MjgxMzkwNjc.*_ga_8S195KFTFD*MTcyODEzOTA2NC4xLjAuMTcyODEzOTA2NC4wLjAuMA..*_ga_9HD1K76044*MTcyODEzOTA2Ni4xLjAuMTcyODEzOTA2Ni4wLjAuMA.." target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">propaganda</a>; esistono però differenze sottili, ma importanti da chiarire. Mentre la propaganda tende a essere selettiva nell’uso delle informazioni per promuovere un’ideologia o un’agenda politica, <strong>la disinformazione ha lo scopo esplicito di creare caos, incertezza e sfiducia nella popolazione</strong>. In <a href="https://prismag.it/casa-tempo-domicidio-guerra-ucraina-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">contesti di guerra</a>, come nel caso del <a href="https://prismag.it/aggressione-ucraina-europa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="internal">conflitto</a> tra Russia e Ucraina, la propaganda e la <a href="https://voxukraine.org/en/public-health-fakes-in-kharkiv-people-began-to-get-sick-with-whooping-cough-en-masse-issue-115" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">disinformazione</a> si sovrappongono frequentemente. Tuttavia, la prima tende a promuovere una narrativa nazionale e specifica, mentre la seconda cerca di seminare divisioni e indebolire il morale avversario attraverso la distorsione dei fatti​, con risultati sempre più inquietanti.</p>



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		<title>Il rapporto amore-odio tra calcio e meme</title>
		<link>https://prismag.it/memerabilia-il-calcio-a-forma-di-meme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Giansante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Girotondo tra alcune delle pagine di meme sul calcio più popolari in Italia: Ufficialə, Serie /A/ Memes e As Roma Schickposting. Memare è una cosa seria: ecco perché il successo si misura in like e riconoscenza</p>
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<p>«Non ci siamo mai incontrati dal vivo, ma facevamo parte della community di shitposting nel 2018: eravamo attivi su pagine Facebook del settore, come Merdapostaggio. Come appassionati di calcio, ma anche come membri di quella community, rifiutavamo già allora la comicità sconcia alla Calciatori Brutti o Pastorizia [<em>due pagine social che hanno inaugurato l’ironia sul calcio via social, ndr</em>]». Michele Arvizzigno, 21 anni, è uno degli amministratori della pagina Facebook Ufficialə. Nata nel 2021, oggi vanta oltre 37mila like e quasi 51mila follower, con un gruppo riservato da 30mila iscritti, 154mila seguaci su Instagram e 18mila su X. Non solo: c’è anche Il mirabolante store di Ufficiale ahah felicità, lo shop il cui claim fa capire il tipo di ironia della pagina. Tre ragazzi a gestirla per anni, oggi rimasti in due. «All’inizio creavamo meme solo per noi, ci capivano in pochi anche perché <strong>parlavamo di cose personali. Poi abbiamo inaugurato uno stile nostro che la gente ha capito</strong> in poco tempo. Già dopo cinque mesi avevamo raggiunto una popolarità inaspettata», ci racconta. Dopo sei anni e altrettante stagioni calcistiche, anche la moderazione del gruppo è diventata un automatismo. Alla fine, non essendo una questione di guadagni, l’unica premura è non farsi sfuggire qualche meme troppo ai limiti delle regole social. «Questo non vuol dire che non ci piaccia il black humor, anzi. Ma è diverso dal “bomberismo”. Come idea di comicità avevamo quella su cui si è basato il gruppo di Serie /A/ Memes, Rui /A/yanami». </p>



<p>Piuttosto, oggi rimane il districarsi tra il pubblico di X e di Instagram. Anche se la vera fonte di contenuti rimane il gruppo su Facebook. Quasi un paradosso di popolarità, visto il declino del social blu. «In ogni caso, <strong>non gestiamo queste pagine per fare soldi. Non ci siamo mai interessati a sponsor o collaborazioni</strong>». Né a memare su argomenti come la politica, confessano. «È capitato che squadre, giocatori o anche politici e personalità famose condividessero i nostri meme, ma nulla di più». Più frequente, invece, incappare in utenti che non capiscono subito qualche battuta. «Ma è tutto normale, sono meme: l’importante è far divertire insieme a noi chi li legge».&nbsp;</p>



<p>Una pagina più “anziana” di Ufficialə e che continua ad essere un riferimento per i meme sul calcio è la già citata Serie /A/ Memes, con il gruppo Facebook Rui /A/yanami. Nata nel 2017 grazie a Tommaso e Alex, due migliori amici divisi dalla fede per Roma e Lazio, oggi vanta oltre 52mila follower e 48mila mi piace alla pagina Facebook, più di 9mila iscritti al gruppo, 19mila seguaci su Instagram, 18mila e più su X. «TikTok lo usiamo ancora poco. Quando siamo nati abbiamo riempito un buco nel panorama di pagine, creando qualcosa di alternativo con un’ironia calcistica più ricercata e sfruttando da subito il vantaggio di parlare dell’intera Serie A anziché di una singola squadra», ci racconta Tommaso, il creatore di fede giallorossa. Oggi gli admin sono sei, di cui due integrati dal gruppo Facebook. «Rui poi è diventato per un periodo l’aggregatore di altre pagine, con la nascita di Radici di Rui su altri sport. Abbiamo perso il conto di quante cose collegate sono venute fuori». Da fruitori di meme a creatori, insomma, è un attimo. Sempre con l’obiettivo di non alzare polveroni né polemiche tra gli utenti: «<strong>Abbiamo sempre usato il pugno di ferro nella moderazione dei contenuti</strong> e nelle entrate nel gruppo. Su 800 domande ne rifiutavamo 700. Oggi la gente si regola da sola». Mentre su Facebook non ci sono mai stati problemi, «su Instagram abbiamo subito il cosiddetto shadow ban, i post arrivavano solo ai nostri follower». Niente sponsorizzazioni neanche per Serie /A/ Memes ma «abbiamo collaborato con la rivista <em>Ultimo Uomo</em>. Con <em>DAZN</em>, invece, abbiamo vissuto un’esperienza stranissima», racconta Tommaso. «Noi dovevamo mandare meme sul Clásico [<em>Barcellona-Real Madrid, ndr</em>] durante il primo tempo di un Torino-Fiorentina, ma nonostante l’entusiasmo iniziale ci furono rifiutate tante proposte. Ci siamo resi conto della differenza di target e dell’inadeguatezza dei meme in tv». <a href="https://www.wisemag.it/2020/06/22/meme-serie-a/?doing_wp_cron=1728910511.5875039100646972656250" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">Alla fine, fu mandato in onda un solo meme da Alex, il fondatore di fede biancoceleste</a>. Meglio restare sui social, insomma. </p>



<p>Qui, continuano a crescere i follower di As Roma Schickposting, la pagina meme solo sulla squadra giallorossa, fondata e gestita dal 2017 da Flavio Mattei e Giulio Cerza. Il nome è un omaggio a Patrick Schick, giocatore ceco che non brillò granché all’ombra del Cupolone (nonostante sia ancora oggi l’acquisto più caro della storia della Roma) e dunque oggetto di scherno e meme da parte della tifoseria romanista. «A gennaio 2023 avevamo 25-30mila follower, oggi ne abbiamo 100mila di più», ci raccontano. «A testimonianza che anche a distanza di anni si possono trovare nuovi spazi per farci conoscere». Oggi Schick (com’è chiamata da tutti) conta 40mila fedeli su TikTok, 130mila su Instagram, 30mila sulla pagina Facebook, 21mila iscritti al gruppo e 10mila su X. Numeri da sballo per una pagina che parla e mema su una sola squadra. L’ultima collaborazione avviata è con Radio Manà Manà Sport Roma, dove Flavio e Giulio sono stati arruolati come speaker. «Questo ci aiuta anche a produrre meme sulla strettissima attualità, stiamo sempre sul pezzo». Ma negli anni le occasioni per farsi conoscere sono state tantissime. Dalle dirette su Twitch alle telecronache ironiche delle partite della Roma nella sede del mensile <em>Scomodo</em>. «<strong>Il <em>networking</em> è stata una chiave per crescere: recentemente siamo stati invitati da Gemello al concerto di Gemitaiz</strong>, dove abbiamo conosciuto il portiere del Lecce Wladimiro Falcone, romano e romanistissimo. Un altro esempio: la comica Michela Giraud è diventata un’amica». E ancora: Alex Polidori, il doppiatore di Spiderman, « è fissato con la Roma, ci ha proposto di mettere in pagina il doppiaggio della scena di Dybala che rifiuta l’Arabia e resta da noi». Poesia. Anche i fondatori di <em>Schick</em> confermano che schivare i ban alla pagina nel tempo è stato difficile ma «da anni non veniamo più chiusi, anche se siamo al secondo gruppo di riserva». E, soprattutto, «<strong>ci hanno accollato pure l’ovazione a Saud Abdulhamid [<em>difensore della Roma di nazionalità saudita, ndr</em>] al suo esordio all’Olimpico</strong> contro l’Athletic Bilbao». Viralità senza confini. D’altronde, siamo il Paese dove un post su X ha fatto credere a tutto il mondo che Marco Violi, giornalista e tifoso della Roma, <a href="https://rifrazioneprismag.substack.com/p/violigate-parla-moussolinho-la-cosa" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">fosse l’attentatore di Donald Trump in Pennsylvania</a>.</p>



<p>Eppure, secondo il report Digital 2024 di We Are Social e Meltwater, in Italia i social sono sempre più utilizzati per informarsi e intrattenersi. Rispetto al 2022, nel 2023 il tempo speso tra Instagram, Tik Tok, Facebook e YouTube è aumentato di un minuto, grazie soprattutto ai contenuti comici, ai meme appunto, e ai video virali (+3,7 per cento). Insomma, bene le pagine divulgative anche sul calcio (Cronache di spogliatoio ne è un esempio) ma il cazzeggio non ce lo toglie nessuno. Poi torniamo a insultarci su rigori e falli di mano. E su Donald Trump.</p>
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		<title>11 &#124; Sul digitale</title>
		<link>https://prismag.it/prismag-numero-11/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numeri]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'editoriale di presentazione dell'undicesimo numero di Prismag. La versione completa è disponibile per gli abbonati</p>
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<h2 class="wp-block-heading" id="h-editoriale-di-presentazione-a-cura-di-francesco-stati">Editoriale di presentazione (a cura di Francesco Stati)</h2>



<p><strong>Nel nostro presente esistono due realtà: quella tangibile e quella digitale.</strong> È un fenomeno che va avanti da almeno 10 anni, ma se prima i due mondi erano divisi da una solida barriera, oggi quell’argine è sempre più fragile. L’intelligenza artificiale (IA) e internet non sono più strumenti, ma elementi che plasmano le dinamiche sociali, economiche, lavorative e culturali. L’avvento dell’IA ha aperto nuove frontiere in settori come la medicina, la comunicazione, l’arte. <strong>Al contempo, temi come la privacy, l’etica e il controllo dei dati personali sono entrati con prepotenza nell’agenda politica di governanti e regolatori.</strong> Come si bilancia l’avanzamento tecnologico con la tutela dei diritti individuali? È davvero possibile trovare un equilibrio senza tarpare le ali al progresso?</p>



<p>La tecnologia influisce anche sulla salute mentale, soprattutto tra i più giovani. L’esposizione costante ai social media ha reso il dismorfismo corporeo e i disturbi alimentari mali diffusi, soprattutto tra quelle ragazze che su Instagram e TikTok sono bombardate da ideali di bellezza finti e irraggiungibili proposti loro dall’algoritmo. <strong>I social media hanno modificato le dinamiche delle relazioni personali e professionali</strong>, introducendo concetti come il diritto alla disconnessione e nuove forme di precarietà lavorativa che non hanno risparmiato neanche il giornalismo.</p>



<p>Queste e altre tematiche sono al centro del nostro undicesimo numero, sulla tecnologia. <strong>Ne parliamo attraverso una serie di articoli, con l’obiettivo di  approfondire il complesso rapporto tra la rete e noi.</strong> La psicoterapia al tempo di internet, la grave crisi dell’industria dei videogiochi, i meme e la società, il sessismo che passa anche dalla mancanza di dati, il diritto di accesso alla rete, chi addestra le intelligenze artificiali a risponderci come noi ci aspettiamo che facciano e i nuovi aspetti dell’IA sono solo alcuni dei temi al centro del nostro penultimo lavoro del 2024. </p>



<p><strong>Un numero scritto da umani, ma presentato… da un’intelligenza artificiale (GPT4-o1 preview, per la precisione)</strong> cui ho affidato il compito di scrivere questo editoriale con un elaborato prompt fornendole indicazioni su stile, informazioni da inserire, modelli testuali cui ispirarsi, tono e approccio da usare (con qualche mio ritocchino qua e là). A dimostrazione di quanto, ormai, un testo prodotto da una persona e un gruppo di parole assemblate da una macchina siano sempre più difficili da distinguere.</p>



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<h2 class="wp-block-heading" id="h-in-questo-numero">In questo numero</h2>


<div class="pt-cv-wrapper"><div class="pt-cv-view pt-cv-blockgrid iscvblock iscvhybrid list1 layout1" id="pt-cv-view-d49f33bw8t"><div data-id="pt-cv-page-1" class="pt-cv-page" data-cvc="2"><div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/helmut-racconta-operazione-primrose-enigma-caccia/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="congedo" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/02/PRISMAG_3FEB2024_Helmut.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/helmut-racconta-storia/" title="Helmut racconta" class="pt-cv-tax-helmut-racconta-storia" data-wpel-link="internal">Helmut racconta</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/helmut-racconta-operazione-primrose-enigma-caccia/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Helmut racconta: operazione Primrose, a caccia dell’Enigma</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/starszy-kapral-helmut/" rel="author" data-wpel-link="internal">Starszy Kapral Helmut</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/dataficazione-cosa-succede-dati-quando-muori/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Antista.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/dataficazione-cosa-succede-dati-quando-muori/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Cosa succede ai tuoi dati quando muori</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/lucia-antista/" rel="author" data-wpel-link="internal">Lucia Antista</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/lavori-per-chi-scrive-senza-redazione/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Arvati.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/cultura/" title="Cultura" class="pt-cv-tax-cultura" data-wpel-link="internal">Cultura</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/lavori-per-chi-scrive-senza-redazione/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">La rete di salvataggio dei giornalisti</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/marco-arvati/" rel="author" data-wpel-link="internal">Marco Arvati</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/elettrosensibilita-alla-prova-della-scienza/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Vinciguerra.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/elettrosensibilita-alla-prova-della-scienza/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">L’elettrosensibilità alla prova della scienza</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/francescav/" rel="author" data-wpel-link="internal">Francesca Vinciguerra</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/psicoterapia-online-approccio-metodologico/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scheiding.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/psicoterapia-online-approccio-metodologico/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Internet ha gettato la psicoterapia nelle braccia del capitalismo</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/jenny-scheiding/" rel="author" data-wpel-link="internal">Jenny Scheiding</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/automazione-sorveglianza-di-massa-denaro/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferri.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/automazione-sorveglianza-di-massa-denaro/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Nell’automazione la sorveglianza è denaro e la privacy è potere</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/antonia-ferri/" rel="author" data-wpel-link="internal">Antonia Ferri</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/crisi-industria-videoludica-verso-il-game-over/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ghidini.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/cultura/" title="Cultura" class="pt-cv-tax-cultura" data-wpel-link="internal">Cultura</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/crisi-industria-videoludica-verso-il-game-over/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">L’industria videoludica verso il game over</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/silvio-ghidini/" rel="author" data-wpel-link="internal">Silvio Ghidini</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/edtwt-corpi-degli-altri-sono-ovunque-tra-dismorfia-digitale-e-disturbi-alimentari/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_DEramo.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/edtwt-corpi-degli-altri-sono-ovunque-tra-dismorfia-digitale-e-disturbi-alimentari/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">I disturbi alimentari e il ruolo dei social</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/fabiana-deramo/" rel="author" data-wpel-link="internal">Fabiana D'Eramo</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/eccidio-palestinese-ruolo-esim-gaza/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Lazzaro.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/mondo-esterno/" title="Il Mondo e l&#039;Ester(n)o" class="pt-cv-tax-mondo-esterno" data-wpel-link="internal">Il Mondo e l'Ester(n)o</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/eccidio-palestinese-ruolo-esim-gaza/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Il ruolo delle eSIM nell’eccidio palestinese</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/vera-lazzaro/" rel="author" data-wpel-link="internal">Vera Lazzaro</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/disinformazione-guerra-russia-ucraina/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Alfiero.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/mondo-esterno/" title="Il Mondo e l&#039;Ester(n)o" class="pt-cv-tax-mondo-esterno" data-wpel-link="internal">Il Mondo e l'Ester(n)o</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/disinformazione-guerra-russia-ucraina/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Il conflitto Russia &#8211; Ucraina tra fake news e propaganda</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/flora-alfiero/" rel="author" data-wpel-link="internal">Flora Alfiero</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/memerabilia-il-calcio-a-forma-di-meme/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Giansante.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/cultura/" title="Cultura" class="pt-cv-tax-cultura" data-wpel-link="internal">Cultura</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/memerabilia-il-calcio-a-forma-di-meme/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Il rapporto amore-odio tra calcio e meme</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/mauro/" rel="author" data-wpel-link="internal">Mauro Giansante</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/il-diritto-allaccesso-a-internet/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Corato.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/il-diritto-allaccesso-a-internet/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Il diritto all’accesso a internet</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/michele-corato/" rel="author" data-wpel-link="internal">Michele Corato</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/sport-femminile-data-feminism/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Scatena.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/cultura/" title="Cultura" class="pt-cv-tax-cultura" data-wpel-link="internal">Cultura</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/sport-femminile-data-feminism/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Lo sport femminile è un dato di fatto</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/marialaura-scatena/" rel="author" data-wpel-link="internal">Marialaura Scatena</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/comunicazione-milano-cortina-2026/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Mule.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/cultura/" title="Cultura" class="pt-cv-tax-cultura" data-wpel-link="internal">Cultura</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/comunicazione-milano-cortina-2026/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">La comunicazione digitale di Milano Cortina 2026</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/marta-mule/" rel="author" data-wpel-link="internal">Marta Mulè</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/il-lato-oscuro-degli-influencer/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Borrello.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/cultura/" title="Cultura" class="pt-cv-tax-cultura" data-wpel-link="internal">Cultura</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/il-lato-oscuro-degli-influencer/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Il lato oscuro degli influencer</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/anna-chiara-borrello/" rel="author" data-wpel-link="internal">Anna Chiara Borrello</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/lavorare-lavorare-lavorare-senza-staccare-mai-tecnostress/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Ferraris.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/lavorare-lavorare-lavorare-senza-staccare-mai-tecnostress/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">Lavoratori, abbiamo diritto a disconnetterci</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/matilda-ferraris/" rel="author" data-wpel-link="internal">Matilda Ferraris</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/i-cavi-sottomarini-come-zona-di-guerra/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Stiffan.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/mondo-esterno/" title="Il Mondo e l&#039;Ester(n)o" class="pt-cv-tax-mondo-esterno" data-wpel-link="internal">Il Mondo e l'Ester(n)o</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/i-cavi-sottomarini-come-zona-di-guerra/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">I cavi sottomarini come zona di guerra</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/giacomo-stiffan/" rel="author" data-wpel-link="internal">Giacomo Stiffan</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/openai-outlier-ai-addestra/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/10/PRISMAG11_Loperfido.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/politica-societa/" title="Politica e Società" class="pt-cv-tax-politica-societa" data-wpel-link="internal">Politica e Società</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/openai-outlier-ai-addestra/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">L’IA è un animale addestrato</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/fabio-loperfido/" rel="author" data-wpel-link="internal">Fabio Loperfido</a></span></div></div></div>
<div class=" pt-cv-content-item pt-cv-2-col" ><div class="pt-cv-thumb-wrapper pull-left "><a href="https://prismag.it/la-fine-della-fotografia/" class="_blank pt-cv-href-thumbnail pt-cv-thumb-left" target="_blank" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" class="pt-cv-thumbnail pull-left" alt="" srcset="https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=696%2C392&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=1068%2C601&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/prismag.it/wp-content/uploads/2024/11/PRISMAG11_Bellomo.jpg?w=1392&amp;ssl=1 1392w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></div>
<div class="pt-cv-colwrap"><div class="pt-cv-taxoterm above_title"><a href="https://prismag.it/category/cultura/" title="Cultura" class="pt-cv-tax-cultura" data-wpel-link="internal">Cultura</a></div><h4 class="pt-cv-title"><a href="https://prismag.it/la-fine-della-fotografia/" class="_blank" target="_blank" data-wpel-link="internal">La fine della fotografia come la conosciamo</a></h4><div class="pt-cv-meta-fields"><span class="author"> <a href="https://prismag.it/author/michel-bellomo/" rel="author" data-wpel-link="internal">Michel Bellomo</a></span></div></div></div>
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		<title>Il diritto all’accesso a internet</title>
		<link>https://prismag.it/il-diritto-allaccesso-a-internet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Corato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[accesso]]></category>
		<category><![CDATA[corte]]></category>
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		<category><![CDATA[Numero 11]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Internet è parte integrante delle nostre vite e ciò ha trovato definitiva conferma soprattutto dopo la pandemia. Ma avere accesso a internet può qualificarsi come un diritto della persona? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Immaginate di avere un dubbio, una curiosità da sottoporre ad Alexa o a Chat GPT e di non ottenere risposta. Immaginate di cercare un tutorial su Youtube per trovarvi davanti a un errore 404 .Il digitale e, in particolare, internet permeano ogni nostra azione quotidiana, ma non sono scontati per tutti.</p>



<p>Il 5 maggio del 2008, il popolo turco si è svegliato, da un giorno all’altro, senza la possibilità di accedere a YouTube.Il blocco al noto sito internet, da parte del tribunale di prima istanza di Ankara, <strong>ha fatto seguito alla pubblicazione di dieci video considerati offensivi nei confronti di Mustafa Kemal Atatürk</strong>, il fondatore della repubblica turca.</p>



<p>Contro la decisione, tre professori universitari di legge hanno fatto ricorso in primo e secondo grado al tribunale penale di Ankara che, tuttavia, ha rigettato il ricorso in quanto gli stessi, secondo i giudici dire, non potevano considerarsi vittime. Serkan Cengiz, Yaman Akdeniz e Kerem Altıparmak hanno poi presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, cui la Turchia aderisce.<strong> </strong><a href="https://hudoc.echr.coe.int/#{%22itemid%22:[%22002-10983%22]}" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-wpel-link="external">La Corte di Strasburgo nel 2010</a> <strong>ha decretato che i ricorrenti fossero vittime, in quanto gli stessi utilizzavano la piattaforma per caricare video, informarsi e raccogliere materiale</strong>. L’accesso a YouTube è stato così nuovamente concesso anche se, negli anni (come nel 2014), il sito ha subito continue , seppur brevi, interruzioni nel  Paese.</p>



<p>La sentenza del 2010 è particolarmente importante perché <strong>per la prima volta definisce il <em>citizen journalism</em>, equiparando la nota piattaforma di video a un organo di informazione che consente la diffusione di informazioni non coperte dai media nazionali</strong>. La Corte, infatti, ha riconosciuto nel blocco operato dalla Turchia la violazione dell’articolo 10 della Carta europea dei diritti umani, che prevede e tutela la libertà di espressione e di opinione.</p>



<p><strong>La giurisprudenza europea, così come quella italiana, non ha mai analizzato in concreto il diritto del libero accesso a internet in quanto tale</strong>. Le sentenze sul tema hanno provato a farlo ricadere sotto altri diritti fondamentali esistenti e già tutelati, come quello all’istruzione o quello alla libertà di espressione.</p>



<p><strong>Il diritto all’accesso a internet, esistente nella costituzione di diversi Paesi europei come il Portogallo o la Grecia, non è tutelato espressamente nella Carta italiana</strong>. La mancata presa di posizione è presto detta: in Italia, la Costituzione prevede delle clausole di salvaguardia, articoli scritti volutamente in modo aperto dai Padri costituenti così da consentire l’adeguamento storico senza passare per il laborioso processo di revisione costituzionale. <strong>Il diritto all’accesso a internet, come molti diritti di ultima generazione, rientra fra quei diritti riconducibili all’articolo 2 della Costituzione, che prevedono la tutela dello sviluppo della personalità dell’individuo sia come singolo, sia nelle conformazioni sociali</strong>.</p>



<p>Lo sviluppo tecnologico pone nuove e costanti sfide per la tutela dei diritti e, di conseguenza, impone la creazione di nuovi confini e nuove regole in uno spazio che sta diventando parte della quotidianità. <strong>Internet non è più un semplice strumento tecnico ma è l’estensione dell’io, un luogo dove accrescere le proprie conoscenze e dove partecipare direttamente alla vita sociale</strong>. Tale diritto deve trovare una tutela che, se non è espressa dal legislatore, è comunque connessa ai più basilari diritti dell’uomo. Non si può escludere che, a seguito di un ricorso diretto in materia, anche altri organismi sovranazionali interverranno in maniera più pregnante sul tema. Ora come ora, però, mancano sia queste iniziative, sia un approccio univoco: la sua tutela appare lontana.</p>



<p><br></p>



<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary><strong>Il diritto all’accesso a internet in Italia</strong></summary>
<p>La volontà di costituzionalizzare il diritto all’accesso a internet nel sistema giuridico italiano ha trovato espressione già nel 2010 per opera di Stefano Rodotà. La proposta di legge presentata prevedeva l’introduzione dell’articolo 21-bis nella Costituzione, che sancisse il diritto ad accedere alle reti internet in condizioni di parità, senza ostacoli di ordine economico o sociale. Sempre in tale direzione, nel 2018 si è proposta l’introduzione dell’articolo 34-bis nella Costituzione e poi, ancora, nel 2020 la modifica dell’articolo 21 sulla libertà di stampa.</p>
</details>
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