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Editoriale di presentazione (di Francesco Stati)
Per gli antichi e per le sacre scritture l’orgoglio era un sentimento di cui vergognarsi o, peggio, un vizio, un peccato. Oggi dentro il calderone di questa emozione troviamo di tutto: dalle gioiose e colorate manifestazioni della comunità Lgbtqia+ alle marce per i diritti del movimento Black Lives Matter fino a quelle odiose di suprematisti bianchi, intolleranti e fascisti di ogni tipo. Un sentimento, quello dell’orgoglio, dunque sfaccettato, multiforme, insidioso, amico o demonizzato a seconda di come fa comodo.
Essere lesbiche, gay, trans, queer, intersessuali, asessuali dovrebbe essere del tutto normale. Eppure, quasi ovunque non è così. Nonostante le conquiste ottenute negli ultimi 60 anni molto ancora c’è da fare perché la comunità arcobaleno venga accettata e non raccontata come un buffo (quando non triviale e volgare) carnevale che mette in crisi i valori cristiani cui tanti fanno riferimento. A questo serve il Pride, a questo serve intitolare il mese di giugno a tale sentimento. Spesso, però, il supporto di istituzioni e aziende si tramuta in rainbow washing e nulla più: finita la parata, finito il “carnevale” e il primo luglio omofobi come prima.
In un contesto in cui papa Francesco (quello di «chi sono io per giudicare un gay?») cala la maschera e si lamenta della «troppa frociaggine», con questo numero vogliamo stare al fianco delle lotte Lgbtqia+. Il nostro obiettivo-pilastro è ridare colore alla notizia e la situazione di continue vessazioni cui la comunità arcobaleno è sottoposta richiede un’azione politica. La nostra redazione si schiera al loro fianco con notizie, storie, dati e azioni concrete.
Ma, come detto, orgoglio significa moltissimo altro: c’è chi è fiero di rappresentare un Paese che lo ha accolto ma non gli ha dato cittadinanza, chi rivendica l’appartenenza a comunità osteggiate da tutti, altre e altri ancora lottano per la piena libertà sessuale dalla morale cattolica. Il nostro settimo numero è questo e molto altro ancora, ma è soprattutto un messaggio politico: libere tutte, liberi tutti!
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