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24 | Sul cibo

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L'editoriale di presentazione del ventiquattresimo numero di Prismag. La versione completa è disponibile per gli abbonati

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Editoriale di presentazione (di Francesco Stati)

Ogni cultura conserva la propria storia nel modo in cui mangia. Il cibo è un archivio di migrazioni, sfruttamento, mode, memorie, fantasie, guerre, tecnologie. Un archivio in trasformazione continua, non senza derive politiche. Per comprenderlo serve un nuovo sguardo, capace di unire elementi come economia, diritti, immaginario e territori.

Apriamo il nostro menù da dove il cibo diventa sfruttamento: il caporalato. Dai kiwi calabresi alle campagne del sud, documentiamo con Emergency i volti e le condizioni di chi raccoglie ciò che consumiamo. Ci spostiamo sul fronte dell’innovazione fallita: il crollo del mercato delle farine di insetti, che prometteva sostenibilità ma ha incontrato diffidenza culturale e limiti economici.

Raccontiamo Paul Bocuse, pioniere dell’alta cucina mediatica, capace di conciliare brasserie popolari e impero gastronomico. Entriamo nei deserti alimentari degli Stati Uniti, dove il cibo divide i ricchi dai poveri, e analizziamo il food porn, che riduce il Sud Italia a macchietta e trasforma la tradizione in parodia.

Sul fronte globale, affrontiamo la guerra del grano tra Russia e Ucraina e la fame in Palestina, dove la morte arriva mentre si aspetta il cibo e gli ulivi della Cisgiordania vengono attaccati come simbolo e come mezzo economico. Proviamo a smontare la narrazione italiana sulla sovranità alimentare, più utile al marketing che all’innovazione scientifica. Incontriamo gli chef personali degli atleti, interpreti di un nuovo lusso alimentare unito all’attenzione per la performance. Analizziamo perché demonizziamo i vegani, perché le parole “hamburger” o “carbonara” scatenano guerre culturali. Come dessert offriamo il solo dining, la libertà e la solitudine del mangiare da soli.

Non è vero che «siamo ciò che mangiamo»: siamo ciò che possiamo mangiare. Ogni piatto racconta accesso, cultura, lavoro, clima, potere, ideologia. Il cibo è una frontiera che include ed esclude, nobilita e degrada, unisce e divide. Per questo il nostro numero dedicato al cibo non parla di ricette ma di persone, storie, economie, conflitti.

In questo numero

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