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Paralimpiadi e abilismo ai Giochi di Parigi

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I Giochi olimpici e paralimpici di Parigi 2024 hanno una grande sfida da superare, se vorranno essere davvero aperti e portare il messaggio di inclusione e superamento delle barriere

Lo slogan per i Giochi di Parigi 2024 è «Games wide open»: giochi aperti, giochi rivoluzionari, sia quelli normali che quelli paralimpici, per via dell’organizzazione e dei messaggi che verranno lanciati.

Normali.

Lo sport è associato a concetti positivi: salute, forza, agilità. Mens sana in corpore sano. I corpi delle persone disabili non sono soliti rientrare in queste definizioni e le discriminazioni verso di loro partono anche da qui. Il fatto stesso di usare un linguaggio identity-first o person-first cambia la prospettiva.

Linguaggio identity-first e person-first: clicca per leggere l’approfondimento

Nel linguaggio identity-first, la persona e la condizione formano un’unica identità, per cui la disabilità non è un’aggiunta, ma una caratteristica come le altre (colore della pelle, orientamento sessuale, eccetera). Descrive la volontà di riappropriarsi del linguaggio e di normalizzare la narrazione. Per esempio: persona disabile. Il linguaggio person-first mette in risalto la persona a cui viene aggiunta la caratteristica della disabilità, come descrizione aggiuntiva, ponendo una distanza tra l’identità della persona e la sua condizione. Per esempio: persona con disabilità. In questo articolo si è preferito optare per l’approccio identity-first perché, come dice Rachel Klentz su The Disability Union: «Sono ciò che sono per via della mia disabilità. […] Certo, non è tutto ciò che sono, ma si riflette in tutto ciò che faccio, dico, penso e sento».

Il significato delle parole struttura il pensiero e, allo stesso modo, il pensiero struttura il significato delle parole. Un corpo sano è un corpo che può essere apprezzato e quindi si possono apprezzare solo i corpi sani. Ma che cos’è un corpo sano?

Viviamo in una società ossessionata dal mangiare “pulito”, dall’essere magri, palestra e ritocchino di botox, perché solo così saremo sani e belli. Per contrastare questo martellamento giudicante è nata la body positivity. Il movimento della body positivity, nella sua forma migliore, è l’accettazione del proprio corpo, con pregi e difetti, perché meritevole di essere amato. Non vale solo per i corpi grassi, ma anche per quelli disabili. Qualcuno la chiama accettazione radicale di sé stessi. È un concetto rivoluzionario perché ci fa guardare al nostro corpo come a un compagno di viaggio di cui prenderci cura, che non è sbagliato in quanto tale e che può essere apprezzato, persino bello.

Olimpiadi inclusive e inspiration porn

Non solo può essere bello, ma anche forte, sano e agile. Guardare la schermitrice Bebe Vio mentre duella ci comunica quanto sia forte, sana e agile, un’atleta di altissimo livello. Eppure, se la incontrassimo per strada e non la riconoscessimo, non sarebbero quelli gli aggettivi con cui la descriveremmo, perché il suo corpo non rientra negli standard associati alle categorie sportive.

Vio, e con lei tutte le altre atlete paralimpiche e tutti gli altri atleti paralimpici, è vittima anche di un’altra discriminazione. Si chiama inspiration porn ed è il senso di superiorità che una persona non disabile prova quando vede una persona disabile fare qualcosa. Non sempre qualcosa di eccezionale, anche solo condurre la sua stessa esistenza. Non è sbagliato ammirare la bravura di qualcuno, ma possono esserlo le ragioni per cui lo si fa.

È giusto che atleti eccezionali siano uno sprone a migliorarci; non è giusto ridurre la loro bravura a pietà. Condividere video di campioni paralimpici con la didascalia: «Tu che scusa hai?» è porre chi guarda allo stesso livello di un atleta al massimo della sua forma fisica.

Body positivity: clicca per leggere l’approfondimento

È un movimento fondato sul concetto di accettazione del proprio corpo, per cui tutte le persone meritano di avere un’immagine positiva di sé, al di là di ciò che la società o la cultura stabiliscono come bello. Il messaggio «tutti i corpi sono belli» punta il dito sulla discriminazione fatta in base all’apparenza, che è sempre sbagliata. Inoltre, qualunque forma o dimensione abbia il corpo di qualcuno, non significa che non possa essere amato. A questo messaggio si contrappone spesso l’obiezione per cui certi corpi non siano sani, che, però, non nasce da un genuino interessamento alla salute di qualcuno. Piuttosto, di solito, deriva dal pregiudizio secondo cui magro è sano e grasso è malato.

Inspiration porn è pensare che se ce l’ha fatta quell’atleta allora è possibile farcela a prescindere, senza tenere in considerazione tutti gli altri aspetti che lo hanno reso un campione. È ridurlo alla sua disabilità, o, ancora peggio, è l’idea che ce l’abbia fatta nonostante sia disabile.

Maxcel Amo Manu fa 100 metri in 10,71 secondi: che gli manchi un pezzo di gamba è la cosa meno interessante di lui.

I Giochi di Parigi 2024 saranno rivoluzionari solo se la rivoluzione del messaggio di apertura e inclusività continuerà anche dopo l’8 settembre.

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