Tra tutti i modi in cui si può raccontare il cambiamento climatico, usare mucche magiche e acque sacre ha un certo grado di stranezza. Di solito vengono utilizzati dati e statistiche che, seppur spiegati in termini divulgativi, non riescono a far immaginare del tutto la gravità del problema. Anche perché, ormai, è diventato rumore di fondo: aumento dei livelli di CO2, innalzamento della temperatura, scioglimento dei ghiacciai, acidificazione degli oceani. Sono concetti troppo astratti, troppo incommensurabili, tanto quanto comprendere la grandezza di un buco nero e il trascorrere del tempo. Che cos’è un milione di anni?
Andri Snær Magnason è l’autore di Il tempo e l’acqua, libro nato dall’esigenza di trasmettere la portata del disastro ambientale in corso alle generazioni presenti e future. Magnason lo fa attraverso la storia della sua famiglia, soprattutto dei suoi nonni, ricollegando il passato all’oggi e anche all’avvenire, quando parla ai propri figli. Insieme alla storia famigliare, l’autore si fa consigliare dallo scrittore Helgi Valtýsson, che nella prima metà del ventesimo secolo narra le bellezze della natura islandese.
L’autore Andri Snær Magnason: clicca per leggere l’approfondimento
Andri Snær Magnason nasce a Reykjavík nel 1973, dove tuttora vive con la moglie Margrét e i loro quattro figli. È scrittore, poeta, performer e attivista ambientale a fianco di Björk: nel 2016 si è candidato alle presidenziali islandesi, ottenendo il 14,1 per cento dei voti. Dopo la laurea in letteratura islandese nel 1997, ha lavorato per un periodo all’Istituto Árni Magnússon. L’emozione di trovarsi a contatto con opere della tradizione popolare islandese conservate per centinaia di anni gli è rimasta impressa per tutta la vita. E lo ha anche spinto a impegnarsi a preservare la cultura della sua terra per le generazioni future.

Helgi, come lo chiama Magnason secondo il costume nordico di usare solo il nome proprio, lo fa «con spirito romantico, scevro da ogni agenda politica». Egli descrive i paesaggi su cui voleranno i nonni di Magnason e sui quali Magnason stesso trascorrerà settimane in accampamenti di fortuna. Proprio in riferimento a questi luoghi, un tempo incontaminati, l’autore del Il tempo e l’acqua provoca il lettore: vale la pena salvarli solo per la loro bellezza? Non sarebbe invece più utile costruire una centrale elettrica, così necessaria alla vita moderna? In nome del profitto, l’autore pone la questione di quanti territori siano stati distrutti, perché non erano utili, anzi, erano uno spreco di spazio inutilizzato.
A seguito del consumismo di massa, persino il tempo ha accelerato: gli oceani che si sono sviluppati in cinquanta milioni di anni, in meno di cento saranno acidificati a livelli pericolosi. Ma cosa sono cento anni o cinquanta milioni? Il senso del tempo si può comprendere solo osservandolo in relazione al cambiamento che avviene a livello personale. Gli anni che separano la figlia decenne di Magnason e sua nonna novantenne non sono molti. Eppure, la nipote potrà conoscere qualcuno vivo nel 2186 e dalla nascita della nonna nel 1924 ci sono più di duecentocinquant’anni. Due secoli e mezzo che uniscono le generazioni: è il periodo in cui si può avere un’influenza diretta sul mondo.
Magnason è in grado di portare sia l’acqua che il tempo a un livello personale, temi di importanza globale a una dimensione familiare e comprensibile. D’altronde, l’acqua ha la tendenza a fluire in tutte le crepe della vita, unisce il passato al futuro.
Il libro di Magnason affianca miti di fondazione, racconti di vita domestica, incontri con scienziati e figure di spicco del Novecento a dati precisi, che danno la misura effettiva della gravità della situazione e l’impellenza di dover agire subito.
Clicca per leggere l’approfondimento
Andri Snær Magnason nel 2021 ha vinto il Premio Terzani per Il tempo e l’acqua, ha ottenuto il Premio Letterario Islandese in tre occasioni e le sue opere sono state tradotte in più di venti paesi.

L’autore racconta di una conversazione con il Dalai Lama, nel quale hanno parlato di Auðhumla e del suo progetto sul tempo, i ghiacciai e le acque sacre. «Ah! Yes, the Magic Cow» è il commento divertito di Sua Santità. Magnason narra che la mucca universale gli è apparsa in sogno e che parla a nome suo dei rischi alla vita di miliardi di individui, non solo come semplice scrittore.
Anche un colloquio con Wolfgang Lucht, fisico e geologo specializzato nel cambiamento climatico, ha ispirato la stesura del libro. Al termine di un convegno, lo scienziato gli fa presente il turbamento provato davanti alla nonchalance con cui il pubblico aveva reagito alle gravissime previsioni sul futuro. Lucht gli domanda, senza timore di risultare indiscreto:
«Quindi non te la senti di scrivere dei gravi cambiamenti che stanno avvenendo (…) e vuoi che la responsabilità se la assuma un pugno di esperti?».
Magnason non è uno scienziato e replica chiedendo perché non possono essere loro a divulgare le conoscenze scientifiche. Lucht, allora, sottolinea il potere che ha uno scrittore di far arrivare le informazioni al pubblico tramite le emozioni.

Nel 2007 l’ex frontman dei System of a down, Serj Tankian, ha scritto Honking Antelope (una traduzione che provi a mantenere il senso originale potrebbe essere “l’antilope che suona il clacson”). Tankian è un cantante e un attivista che si scaglia da sempre contro il cambiamento climatico. La canzone sembra ripercorrere i temi e le preoccupazioni di Magnason sulla necessità di preservare la cultura e il passato di popolazioni indigene. Anche se, forse, Magnason non caratterizzerebbe la sua cultura e il suo passato in questi termini. Nell’ultimo verso, Tankian domanda a sé stesso e al pubblico, quasi come Magnason a Lucht:
Wouldn’t it be great to heal the world
With only a song?
Non sarebbe bello guarire il mondo solo con una canzone? O con un libro, un discorso accorato alle Nazioni Unite, un articolo di giornale.
Il tempo e l’acqua
Autore: Andri Snær Magnason
Traduzione di: Silvia Cosimini
Casa editrice: Iperborea
Anno edizione italiana: 2020




