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Helmut racconta: Takács, un “sinistro” pistolero alle Olimpiadi

Helmut racconta è la rubrica di Prismag sul mondo storico-militare.

Care lettrici e cari lettori, sono sempre io, il vostro Starszy Kapral Helmut. Sono stato un caporal maggiore del nucleo Nbc dell’esercito della Polska Rzeczpospolita Ludowa, la Repubblica Popolare di Polonia, durante la Guerra fredda. Dopo sminamenti e bonifiche di aree radioattive mi hanno messo a riposo forzato nella fureria di Prismag, dove ho il compito di tenervi compagnia raccontando storie e curiosità a tema militare. La storia di questo mese è un simbolo di resilienza e di rivalsa verso la vita, come solo lo sport può offrire. Il sergente dell’esercito ungherese Károly Takács era membro della squadra ungherese di tiro con la pistola, con un promettente futuro.

Nel 1938, alle porte del secondo conflitto mondiale, durante un’esercitazione una granata difettosa esplose nella sua mano destra, la mano con cui tirava, sbriciolandola. Dopo le cure, i tentativi di ricostruzione della mano con una protesi fallirono. Per tutti, il suo futuro di tiratore era ormai compromesso. Nessuno sapeva, però, che in gran segreto il sergente Takács si stava allenando con la mano sinistra: l’obiettivo erano i Giochi olimpici di Tokyo del 1940, dopo aver fallito l’accesso a quelli di Monaco del 1936.

Le due edizioni successive dei Giochi (1940 e 1944) furono sospese a causa della Seconda guerra mondiale. Tuttavia, il sergente ebbe la sua rivincita: nel 1948 Takács si qualificò per la squadra olimpica ungherese di tiro a fuoco rapido. Aveva 38 anni.

Ai Giochi londinesi di quell’anno Takács riuscì a vincere il suo primo oro olimpico, superando di dieci punti il record mondiale detenuto dall’argentino Carlos Enrique Díaz Sáenz Valiente. Quattro anni dopo, a Helsinki, il sergente ungherese difese con successo il suo titolo, diventando il primo a vincere due ori consecutivi nella specialità del tiro con pistola a fuoco rapido, nonché uno dei pochissimi medagliati invalidi della storia della rassegna. Partecipò anche ai Giochi del 1956, questa volta senza successi.

Un sinistro incidente, è il caso di dirlo, al quale lo sport e la perseveranza hanno trovato un degno rimedio.

Ci “leggiamo” alla prossima storia,

il vostro Starszy Kapral Helmut

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