0,00 €

Nessun prodotto nel carrello.

0,00 €

Nessun prodotto nel carrello.

Chi scrive le storie che guardiamo: voci di donne al cinema

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

La nuova legge-cinema, il maschilismo velato, l’assenza di pluralismo: l’esperienza di tre sceneggiatrici italiane

Articolo a pagamento

Lo sappiamo: il paywall è odioso.
Ma il nostro giornale vive solo grazie ai suoi lettori.
Per questo alcuni nostri articoli, come questo, sono riservati a chi acquista la nostra rivista e si abbona. Diamo ai nostri abbonati la rivista completa, con notizie originali e fonti e voci esclusive.
Cerchiamo di essere più indipendenti possibili perché crediamo che solo così possiamo garantire ai lettori un'informazione priva di condizionamenti.
Se anche tu credi nella nostra missione, unisciti a noi acquistando una copia o abbonandoti al progetto!

Se hai già acquistato il numero o una collezione, accedi qui.

Articoli correlati

Valerio Ferrara: “Siamo tutti complottisti”

Il corto, il sito, i social, il tour in sala, i dibattiti. Il complottista, opera prima di Ferrara, è un piccolo caso cinematografico dell’anno. Abbiamo intervistato il regista

L’equitazione, uno sport da donne?

L’equitazione è spesso vista come uno sport elegante e femminile, ma più si sale di livello più il campo gara è dominato dagli uomini. Barriere economiche, culturali e sociali influenzano le carriere sportive delle atlete da sempre, ma appaiono ancor più evidenti in uno sport in cui si combatte ad armi pari, nelle stesse discipline e categorie

Cinema, idealismo e realpolitik

L’istituto scolastico come laboratorio sociale per far emergere le contraddizioni del nostro tempo. Un’analisi profonda di un film che parte da una scuola media tedesca per raccontare la crisi delle istituzioni democratiche occidentali e illuminare i meccanismi della post-verità, riflettendo le contraddizioni di un’intera generazione che ha ereditato ideali in cui non riesce più a credere completamente

Vulnerabilità e diritti: perché in Italia discriminiamo ancora donne e migranti

Per donne e migranti esercitare una vita politica attiva è rischioso e può significare mettere a rischio la propria incolumità. Anche in Paesi democratici

Virzì: «La mia Italia: precaria, pronta a immaginare un’altra società»

Nel cinema italiano del Duemila che ha indagato, tra dramma e commedia, il lavoro instabile spiccano per acutezza e amarezza sociale i film del regista livornese. Che, a riguardo, dice: «I miei giovani non sono innocenti, ma vogliono cambiare modello di vita»