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Dopo la “vittoria del socialismo” a New York, gli statunitensi cercano su Google cosa voglia dire

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Il 5 novembre Zohran Mamdani è stato eletto sindaco della Grande Mela. Nelle stesse ore, Google ha registrato un picco di ricerche del termine “socialismo”, una parola che nella politica americana ha una storia complicata

Il 5 novembre 2025 Zohran Mamdani, il rappresentante locale dei Socialisti democratici d’America, è stato eletto sindaco di New York. Dall’altra parte dello Stato, nella Silicon Valley, Google ha registrato negli Stati Uniti il picco di ricerche più alto degli ultimi cinque anni per il termine “socialismo”. I dati di Google Trends indicano che l’impennata di ricerche ha riguardato tutti gli Stati americani, con volumi circa cinque volte superiori alla media. 

La vittoria di Mamdani, primo musulmano alla guida della città, è stata immediatamente marchiata dai media conservatori e dalla retorica di Donald Trump come un risultato «comunista». Intanto, tra le ricerche più effettuate su Google c’erano “socialismo definizione semplice”, “differenza tra socialismo e comunismo” e “il socialismo è comunismo?”. Questa tendenza suggerisce che una parte consistente della popolazione americana non abbia familiarità con il significato del termine o lo trovi ambiguo.

Galen Miller, studente universitario originario dello Stato della North Carolina, ride quando gli raccontiamo questi dati. «Socialismo e comunismo sono tra i concetti più fraintesi degli Stati Uniti», commenta. Anche secondo Enzo Pomares-Calderon, nato e cresciuto nel quartiere newyorkese del Bronx, «sono simboli, stanno per cose che non ci piacciono». Per Leila, un’altra giovane della città, lo spettro è ancora quello del secolo scorso: «Quando gli americani sentono la parola “socialista”, pensano ancora al Kgb e all’Unione Sovietica».

Secondo William Genieys, professore di ricerca a Sciences Po e specialista di politica americana e populismo, questo vuoto risale al Novecento. «Per tutto il ventesimo secolo, negli Stati Uniti, il termine “socialista” – spesso confuso con “comunista” – è stato usato per delegittimare l’avversario politico, di solito la sinistra del Partito democratico», spiega. Durante il periodo della Guerra fredda, il maccartismo porta a una caccia alle streghe. Anche le riforme al piano sanitario proposte dal presidente democratico Clinton negli anni Novanta sono state affossate affibbiando loro la definizione di socialized medicine

Oggi i riferimenti al comunismo dell’Unione Sovietica sono sbiaditi, mentre è il socialismo ad aver preso il suo posto nella retorica populista Maga e trumpiana. Nel corso del suo secondo mandato, il presidente continua a descrivere gli oppositori come parte di una rete terrorista della sinistra radicale, accusando questa rete di destabilizzare il Paese e il lavoro delle forze Ice e di aver assassinato figure politiche come Charlie Kirk. Genieys sottolinea che «il caso degli Stati Uniti è originale ed eccezionale su questo punto».

Gli Stati Uniti e gli esperimenti del socialismo

Mamdani ha vinto parlando di controllo degli affitti, trasporti pubblici gratuiti e lotta alla corruzione. Temi concreti che, tuttavia, vengono costantemente filtrati da un sistema mediatico polarizzato.

«Nei taxi ci sono televisori sul retro dei sedili che trasmettono notiziari e pubblicità», racconta Leila. «Il canale conservatore Newsmax continua a ripetere ossessivamente: “Il sindaco socialista Mamdani dice questo, il sindaco socialista Mamdani ha deciso quello”. Ogni singola volta: “sindaco socialista”». La percezione del successo di Mamdani potrebbe non dipendere dalla teoria politica, ma dall’efficacia di quelli che molti già chiamano esperimenti socialisti.

«L’abitudine di chiamare “comunista” tutto ciò che è nuovo è dura a morire, soprattutto per chi è cresciuto durante la Guerra fredda», commenta Enzo, con un velo di amarezza. «Non siamo necessariamente più avanzati rispetto agli anni Quaranta solo perché oggi abbiamo dei computer in tasca». 

Olivia Richardson, newyorkese di adozione, nota che dall’esterno non bisogna sminuire questa confusione. Come gli altri intervistati, individua nel sistema scolastico il principale responsabile di questa lacuna, caratterizzato da pesanti tagli ai fondi e alla propria autonomia. A questo, a suo dire, si aggiunge la difficoltà pratica di organizzare azioni politiche tradizionalmente associate con il socialismo. «C’è un sacco di burocrazia che impedisce alla gente di lottare per quello che pensa sia giusto», conclude. 

Secondo Galen il futuro di questa etichetta dipenderà dai risultati pratici della nuova amministrazione: se le politiche su trasporti e asili nido funzioneranno, il termine potrebbe perdere la sua connotazione negativa. In caso contrario, è probabile che verrà usato nuovamente come prova del fallimento del socialismo, alimentando il ciclo di ricerche e incomprensioni.

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