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Sul campo delle elezioni 2024 si combatte per la sanità

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Gli americani sono sempre più preoccupati per i costi sanitari: quanto risponderanno i candidati alle loro istanze

Era il 2010 quando l’Affordable Care Act (Aca), meglio conosciuto come Obamacare, veniva stato approvato dal Congresso per entrare in vigore quattro anni più tardi. La più grossa riforma del sistema sanitario americano dal 1965 – anno di ideazione dei due programmi federali Medicaid e Medicare sotto la presidenza di Lyndon Johnson – ha incontrato sul suo cammino moltissime opposizioni, inciampi e tentativi di smantellamento, soprattutto da parte repubblicana. La motivazione stava soprattutto (e sta ancora oggi per qualcuno) nella paura di un aumento della spesa federale per garantire l’espansione della copertura sanitaria e delle tasse. La spesa sanitaria federale costituisce oggi circa il 17 per cento dell’economia statunitense. Non solo: si ha paura della fine della concorrenza nel mercato delle assicurazioni private, il remare contro gli interessi di alcuni stakeholders e lobbisti, oltre che il costante timore di una sanità socialista, addirittura sovietica, di una copertura universale giudicata insostenibile e impensabile per i più conservatori. Gli Stati Uniti sono l’unico Paese occidentale a non avere una copertura sanitaria universale, situazione al limite dell’impensabile dalla nostra parte dell’oceano. 

L’America di oggi è polarizzata e spaccata tra un Partito repubblicano a trazione Maga, i seguaci di Trump, e un Partito democratico che ha appena ritrovato una sua unità con la discesa in campo di Kamala Harris. In questa cornice, i costi della sanità sono sempre di più un tema preoccupante per le famiglie americane, soprattutto dopo la bruttissima esperienza della pandemia di Covid-19. KFF, un think tank americano apartitico che si occupa di analizzare policy sanitarie, ha registrato come l’accessibilità sanitaria sia uno degli argomenti di punta di cui gli elettori vogliono sentir parlare i candidati in queste elezioni. Dati alla mano, il 50 per cento degli adulti americani (inclusi elettori repubblicani) pensa sia arduo potersi permettere i costi della sanità e uno su quattro ha dichiarato di avere almeno un membro della famiglia che ha avuto problemi a saldare i suoi debiti sanitari negli ultimi dodici mesi. Questo, di conseguenza, porta molti americani a non cercare cure e prestazioni mediche anche quando ne avrebbero bisogno: tra le prestazioni più posticipate ci sono i servizi odontoiatrici, quelli oftalmologici, uditivi e per la salute mentale. Inoltre, un altro punto spinoso in tal senso è l’esorbitante costo dei farmaci, anche quelli necessari alla sopravvivenza. A farne le spese sono le minoranze, le famiglie con redditi più bassi e le persone con condizioni preesistenti e sistemiche, come pazienti con patologie autoimmuni e diabetici. Anche l’appoggio all’Aca è cresciuto con il tempo, registrando a gennaio di quest’anno ben il 59 per cento di opinioni positive.

Come ricorda Drew Altman, Ceo di KFF, negli ultimi tempi Trump non sta parlando apertamente di sanità nei suoi comizi, ma aveva dichiarato su Truth Social qualche mese fa che avrebbe creato un piano per «una sanità migliore», riecheggiando quando nel 2017 provò senza riuscirci ad affossare l’Aca. Senza contare che Project 2025, il prontuario conservatore redatto da Heritage Foundation e accostato a Trump, ha un piano ben preciso di tagli a Medicare e Medicaid a discapito di moltissimi beneficiari. Dall’altra parte invece, durante la sua presidenza Joe Biden ha messo in atto delle riforme di espansione dell’Aca tra cui la costituzione di sussidi per moltissime famiglie americane e un calmiere al prezzo dei farmaci, negoziando con le aziende farmaceutiche. Con le riforme di Biden, sempre più americani hanno richiesto i sussidi e si sono iscritti ai programmi di copertura sotto l’egida dell’Aca. Secondo un articolo di Nbc News, a gennaio 2024 gli iscritti erano 21 milioni rispetto ai 16 del 2023 e il trend continua a salire dal 2020. Ora, con le elezioni in arrivo, la paura di molti elettori è di tornare indietro: i sussidi, parte dell’American Rescue Plan Act, piano contro il Covid-19 del 2021, erano stati rinnovati per tre anni con l’Inflation Reduction Act di Biden del 2022, facendo risparmiare a 13 milioni di persone una media di 800 dollari all’anno in spese mediche. Nel 2023, si legge in un’opinione su Jama di Lawrence O. Gostin, direttore dell’O’Neill Institute for National and Global Health Law dell’università di Georgetown, Washington D.C., la percentuale di non assicurati è arrivata al 7,7 per cento, la più bassa di sempre. Ancora nel 2023, però, 20 milioni di persone hanno perso la copertura straordinaria attivata a causa della pandemia di Covid-19 sotto Medicaid proprio per la scadenza delle policy: un quarto di loro erano bambini. Ora la paura è che, in caso di vittoria di Trump e di un Congresso a maggioranza repubblicana, anche questi aiuti non vengano rinnovati. «Più di 3 milioni di americani perderanno la copertura se il Congresso non estende i sussidi», ha dichiarato lo stesso Gostin, aggiungendo che «gli Stati che hanno beneficiato di più di queste riforme sono quelli a maggioranza repubblicana, come la Florida e il Texas». Infatti, gli Stati del sud sono quelli che hanno registrato la maggioranza di iscrizioni. 

elezioni usa sanità
Grafico di KFF che indica la sanità come seconda in importanza tra gli argomenti cardine di queste elezioni. Fonte: KFF Health Tracking Poll (Oct. 31-Nov. 7, 2023)

Harris, già dai primi rally come candidata alla corsa democratica, ha messo la salute all’interno dei suoi discorsi, così come il suo vice, il governatore del Minnesota Tim Walz. La prospettiva è che segua la scia del lavoro già fatto con Biden, anche se ancora non sono state presentate proposte di policy concrete. Non ci sono dubbi sul fatto che lo farà e, tutto sommato, le conviene seguire l’onda. Tuttavia, come ha scritto Drew Altman in un editoriale dello scorso luglio, una piattaforma sostanziale sulla sanità nelle elezioni conta, ma quello che conta di più è dare un segnale. «Gli elettori a volte non digeriscono bene i dettagli dei piani politici: ascoltano solo l’interesse del candidato per i loro problemi», spiega. I costi della sanità sono, secondo Altman, quel tema economico e sociale che potrebbe avvicinare Harris agli elettori, perché è una preoccupazione reale e che colpisce la loro pancia. Pancia che di solito è riempita di più dalle parole di candidati come Trump.

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