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Skincare, social media e la paura di invecchiare: il confine tra trend e scienza

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Intervista a Maddalena D’Agostini, chimica e divulgatrice, per svelare la verità scientifica dietro i trend social e il marketing. La cura della pelle si fonda su tre pilastri: detersione, idratazione e protezione solare. È la scienza a garantire risultati duraturi

L’invecchiamento ci spaventa e oggi possiamo contrastarne gli effetti estetici con un semplice filtro su app come TikTok. Le guance si rilassano, la pelle perde vitalità e ci troviamo di fronte a un riflesso di noi stessi che sembra appartenere a un’altra epoca.

Eppure, esiste un modo per arginare l’invecchiamento della pelle il più a lungo possibile, e sui social lo si sa da tempo. La skincare, la cura della pelle, con i suoi complessi rituali è diventata protagonista di un numero crescente di contenuti. Negli ultimi quattro anni, le ricerche correlate su Google sono più che raddoppiate, segno di un interesse in costante aumento.

Le aziende hanno colto questa tendenza e il risultato è un pubblico di consumatori sempre più appagato dalla propria pelle curata. Persino gli uomini, un tempo esclusi da questo mondo, sono ora un segmento di mercato in espansione, a dimostrazione che la cura della pelle non è più solo una prerogativa femminile. Maddalena D’Agostini, chimica e studentessa di scienze cosmetologiche con decine di migliaia di follower su TikTok e Instagram, spiega che «in realtà la skincare essenziale è molto semplice e tutto il resto è un qualcosa in più che possiamo fare se vogliamo prenderci cura della nostra pelle in modo più completo».

Beauty influencer e skincare

Nonostante questa semplicità, sui social i beauty influencer spopolano e i trend possono essere determinanti nello spostare gli interessi dei consumatori e spingere all’acquisto di infiniti prodotti. «Il ruolo degli influencer in questo ambito è fondamentale: si ricerca sempre di più il prodotto virale, anche se magari non è quello di cui la nostra pelle ha bisogno. Come sottolineo sempre anche nel mio profilo, non esiste il prodotto cattivo o dannoso, ma semplicemente quello non adatto alle nostre esigenze o che, banalmente, non ci piace, quindi sta tutto nella comunicazione. Sarebbe importante da parte degli e delle influencer non vendere ogni prodotto come miracoloso, ma sottolineare il fatto che ogni pelle ha esigenze diverse e soprattutto che non sia necessario avere una quantità infinita di prodotti per avere dei risultati, anzi».

Capire però che cosa è più adatto a sé non è facile: i brand di cosmetici continuano a nascere e a creare sempre più linee differenziate in base alle caratteristiche dell’utente, come l’età, oppure il momento del giorno in cui applicarli. Possiamo fidarci davvero degli slogan che promettono miracoli? «Si deve partire da un presupposto: nei cosmetici non si può dichiarare il falso. I claim cosmetici devono essere giustificati con test clinici strumentali o di autovalutazione, oppure si può fare riferimento alle proprietà già note di un determinato ingrediente, seguendo il regolamento Ue 655/2013. La soggettività però gioca un ruolo chiave, quindi l’unico modo per valutare l’efficacia di un prodotto è provarlo e considerare le recensioni».

Cosa dice la scienza?

Tra il marketing e i trend social rimane comunque una verità scientifica che ci guida nel mondo della cura della pelle del viso; non solo da un punto di vista estetico, senza dover per forza eseguire numerosi passaggi, come nel popolare rito di skincare coreana che prevede almeno dieci step.

«I passaggi fondamentali nella skincare sono tre: detersione, idratazione e protezione. Nella detersione è compresa anche la rimozione del trucco, che è molto importante e che può essere fatta con varie tipologie di detergenti, a seconda dei propri gusti. È importante per mantenere la pelle pulita, esattamente come facciamo per il resto del corpo. Il secondo passaggio è l’idratazione, fondamentale anche se si ha la pelle grassa, per mantenere la pelle in buono stato e per evitare la Tewl (transepidermal water loss o perdita di acqua transepidermica, ndr], poiché le creme creano una barriera che aiuta a mantenere l’idratazione dall’interno. L’ultimo passaggio, di cui fortunatamente si parla sempre di più, consiste nell’applicazione della protezione solare, che è importantissima non solo per l’estetica ma anche per la salute. Non c’è prodotto anti-età che tenga se non si applica la protezione solare. È risaputo che i raggi Uva e Uvb provochino invecchiamento cutaneo e l’insorgenza di macchie; dunque, è meglio giocare d’anticipo e prevenire, anche e soprattutto per un discorso di salute».

E mentre ci assicuriamo che la nostra pelle rimanga giovane il più a lungo possibile, sui social inizia a spuntare anche la dental care routine, perché, dopotutto, da vecchi che senso avrà avere la pelle curata e la bocca senza denti?

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