L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nelle nostre vite, cambiando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e gestiamo informazioni. Un esempio significativo di questa rivoluzione arriva da Plaud, che con i suoi due dispositivi punta a semplificare radicalmente il processo di registrazione e trascrizione: il Plaud NOTE e il Plaud NotePin. Entrambi i prodotti sfruttano al massimo l’intelligenza artificiale, ma rispondono a esigenze diverse.

Plaud NOTE si presenta come un registratore vocale intelligente, dalle dimensioni estremamente contenute. Progettato per essere fissato direttamente sul retro di uno smartphone grazie alla tecnologia MagSafe, è la soluzione ideale per professionisti che partecipano frequentemente a riunioni, conferenze o che devono realizzare interviste. Uno dei punti di forza più evidenti è la qualità audio: dotato di microfoni Knowles SiSonic, il dispositivo garantisce registrazioni nitide anche in ambienti rumorosi, migliorabili tramite l’app companion sfruttando l’intelligenza artificiale. La batteria, con un’autonomia di circa 30 ore, rende possibile affrontare sessioni prolungate senza preoccupazioni. Per attivare la registrazione basta premere sull’unico bottone disponibile: la piccola luce all’interno della “A” del logo si accenderà di rosso e la registrazione si avvierà. Esistono due modalità di registrazione: una per le telefonate, a patto che non si usino le cuffie dato che funziona con la vibrazione del telefono) e una “classica”, che sfrutta solo il microfono. La sensibilità audio è regolabile dall’app dedicata.
Ma la vera novità del Plaud NOTE risiede nell’integrazione con sistemi AI avanzati, come Whisper e ChatGPT di OpenAI, che trascrivono automaticamente quanto registrato e ne offrono sintesi rapide e accurate. Un aiuto prezioso per chi non vuole perdere tempo a riascoltare ore di registrazioni. Tuttavia, proprio su questo aspetto emerge anche una limitazione: se l’intelligenza artificiale è estremamente efficace con lingue più diffuse come inglese o italiano, potrebbe faticare con dialetti o lingue meno comuni. Inoltre, non sono mancate critiche al servizio clienti, definito da alcuni utenti come poco reattivo. Inoltre, il tempo a disposizione offerto dall’abbonamento gratuito è di 5 ore al mese: se si eccede, o si acquista un abbonamento (da 8€/mese in su) per aumentare i minuti disponibili da 300 a 1200 (20 ore), o si acquistano singoli pacchetti di minuti aggiuntivi.

Dall’altra parte troviamo il Plaud NotePin, un dispositivo concepito per essere indossato, che punta decisamente sulla mobilità e sulla praticità. Grazie alle sue dimensioni compatte e al design curato, il NotePin può essere portato al collo, al polso o fissato agli indumenti, rendendosi praticamente invisibile nella vita di tutti i giorni. Questo lo rende particolarmente adatto a professionisti come giornalisti, studenti o creativi che hanno la necessità di catturare rapidamente idee e conversazioni in ogni contesto, approfittando anche di una certa discrezione.
Come il suo “fratello maggiore”, anche il NotePin utilizza l’intelligenza artificiale per la trascrizione e la sintesi. Tuttavia, a differenza del Plaud NOTE, queste operazioni non avvengono automaticamente, ma devono essere avviate manualmente tramite l’app dedicata. Questo passaggio aggiuntivo potrebbe risultare meno fluido per chi è abituato a soluzioni più integrate, ma permette comunque di ottenere risultati di ottima qualità. Il prodotto viene venduto con un kit che lo rende indossabile attraverso un cordino, una clip e un cinturino.
Tra gli aspetti positivi del NotePin c’è sicuramente la sua portabilità estrema e la capacità di effettuare trascrizioni precise anche in condizioni acustiche difficili. D’altro canto, la necessità di sottoscrivere un abbonamento aggiuntivo per accedere a molte delle funzioni avanzate rappresenta un ostacolo, soprattutto considerando che il prezzo base del dispositivo è già sensibilmente superiore a quello del Plaud NOTE.
Facendo un confronto diretto, ciascun prodotto si rivolge a un target specifico: Plaud NOTE è ideale per chi lavora prevalentemente in ufficio o comunque in ambienti professionali, mentre Plaud NotePin risulta più adatto per chi è costantemente in movimento e necessita di una soluzione agile e discreta.
Plaud ha realizzato due dispositivi altamente innovativi che hanno l’indubbio pregio di semplificare enormemente la gestione delle informazioni vocali grazie all’intelligenza artificiale. Tuttavia, prima dell’acquisto è bene valutare attentamente le proprie esigenze reali, considerando i costi extra e l’effettiva compatibilità con le proprie abitudini lavorative. Se da un lato Plaud NOTE brilla per qualità audio e automazione, dall’altro il NotePin conquista con la sua versatilità e portabilità, seppur con qualche compromesso in termini di immediatezza d’uso e costo complessivo. I difetti? Oltre al prezzo elevato, questi due dispositivi dipendono in tutto e per tutto dall’app dedicata. Oggi il servizio è funzionale e ben curato, ma cosa succederà un domani, qualora l’azienda dovesse decidere di disinvestire su questi due dispositivi? Il rischio è che si trasformino in costosi fermacarte.
I dispositivi a confronto
| Caratteristica | Plaud NOTE | Plaud NotePin |
|---|---|---|
| Tipo di dispositivo | Registratore vocale compatto | Dispositivo indossabile |
| Modalità di utilizzo | Fissato allo smartphone | Indossabile (collo, polso, vestiti) |
| Durata batteria | Fino a 30 ore di registrazione | Fino a 20 ore di registrazione |
| Capacità di archiviazione | 64 GB (circa 480 ore di audio) | Archiviazione cloud tramite app |
| Integrazione AI | Trascrizione e sintesi automatiche | Trascrizione e sintesi manuali tramite app |
I prodotti da noi recensiti sono stati testati dalla redazione attraverso l’invio di un dispositivo di prova da parte del produttore e non sono in alcun modo finanziati dall’azienda produttrice. È possibile acquistarli a questo link.



