0,00 €

Nessun prodotto nel carrello.

0,00 €

Nessun prodotto nel carrello.

Armi e censura: la Turchia tra repressione interna e ambizioni estere

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

L’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu ha scatenato proteste represse con violenza e censura, colpendo media tradizionali e social. Il Paese, con un basso livello di libertà di stampa, cerca un ruolo di primo piano nella politica estera, mentre la sua svolta autoritaria la allontana dall’Europa

Articolo a pagamento

Lo sappiamo: il paywall è odioso.
Ma il nostro giornale vive solo grazie ai suoi lettori.
Per questo alcuni nostri articoli, come questo, sono riservati a chi acquista la nostra rivista e si abbona. Diamo ai nostri abbonati la rivista completa, con notizie originali e fonti e voci esclusive.
Cerchiamo di essere più indipendenti possibili perché crediamo che solo così possiamo garantire ai lettori un'informazione priva di condizionamenti.
Se anche tu credi nella nostra missione, unisciti a noi acquistando una copia o abbonandoti al progetto!

Se hai già acquistato il numero o una collezione, accedi qui.

Articoli correlati

Dammi le tue emozioni: la manipolazione impercettibile dei social media

Passiamo ore sui social media per lavoro, più spesso per svago. Ci facciamo coinvolgere dai contenuti. Ci arrabbiamo, ci divertiamo, riversiamo le nostre emozioni in essi. Ma sono davvero “nostre”? O sono ciò che in qualche modo siamo stati “ispirati” a provare?

17 | Sulla polarizzazione

L'editoriale di presentazione del diciassettesimo numero di Prismag. La versione completa è disponibile per gli abbonati

La questione russa nello sport

Le federazioni internazionali hanno preso strade diverse: c’è chi ha escluso il ritorno in gara di atleti russi fino alla fine delle ostilità in Ucraina e chi ha concesso loro alcune aperture. Adesso si attende la decisione del Comitato olimpico internazionale (Cio), che dovrà affrontare il tema in vista dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026

Se tutto è politico, niente lo è davvero

Negli ultimi quindici anni le grandi proteste e mobilitazioni popolari non sono riuscite a incidere sulla politica e a cambiare la realtà: benvenuti nell’era dell’iperpolitica. «L’energia sprigionata contro le destre autoritarie non si traduce in una forma di politica duratura e paziente», ci spiega lo storico Anton Jäger

Fondata sul sangue. Verso il voto al referendum sulla cittadinanza

Il movimento Italiani senza cittadinanza si batte dal 2016 per la riforma della legge. L’8 e il 9 giugno si voterà un referendum per ridurre da dieci a cinque gli anni di residenza legale per chiedere la cittadinanza italiana. «In un universo parallelo, se questa legge ci fosse stata, forse io sarei già cittadina italiana», racconta la segretaria e tesoriera Fioralba Duma