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Gerusalemme capitale d’Israele sui libri di testo: errore o scelta politica?

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Diversi testi scolastici riportano informazioni sbagliate sui territori palestinesi e israeliani: confini imprecisi, capitali errate, situazioni contese. A queste “imprecisioni” si oppongono i volontari di Docenti per Gaza, con un’importante iniziativa

«È fondamentale ribadire non tanto che Tel Aviv è capitale di Israele, quanto che Gerusalemme non lo è». A dirlo è Dario Rossi, avvocato che da più di un anno si occupa di segnalare i libri scolastici che riportano informazioni errate sulla Palestina. Il suo lavoro affianca quello di Docenti per Gaza, il collettivo di insegnanti nato poco dopo il 7 ottobre per sensibilizzare su temi relativi alla questione palestinese, anche nei contenuti didattici. Il progetto sui libri nasce su iniziativa di Giuliana (nome di fantasia), professoressa del Veneto che, anni prima della fondazione del collettivo, aveva notato che sul libro di storia della figlia (palestinese da parte di padre) Gerusalemme era riportata come capitale d’Israele. Oggi la ragazza ha quasi trent’anni, ma la situazione sui manuali adottati nelle scuole sembra non essere cambiata. L’insegnante, una volta entrata nella rete di Docenti per Gaza, ha subito proposto di provare a mappare la situazione negli istituti italiani per capire in quanti testi fosse riportato quest’errore. «Abbiamo iniziato fin da subito a promuovere l’iniziativa sui nostri canali social nel gennaio 2025», spiega Luca (nome di fantasia), insegnante e volontario per Docenti per Gaza.

«All’inizio di ottobre l’abbiamo rilanciata, producendo anche una scheda-volantino che distribuiamo alle nostre iniziative in presenza sul territorio». La maggior parte delle segnalazioni arriva a una casella mail gestita dai volontari: a inviarle sono principalmente altri insegnanti, talvolta qualche genitore e in un caso addirittura il fratello di un alunno. Gli errori più grossi vengono riscontrati tra le pagine dei manuali di geografia delle scuole secondarie di primo grado, mentre le segnalazioni sui testi di geostoria per gli istituti superiori e quelli per le scuole primarie sono minori. In totale ne sono state raccolte circa una settantina – sarebbero di più, ma alcune riguardavano gli stessi testi – provenienti da tutta Italia, sui manuali delle case editrici più importanti: Sanoma, Loescher, Atlas, Mondadori Education, Zanichelli, Rizzoli, Treccani.

Dopo aver raccolto tutti i dati, bisognava però trovare un modo per realizzare un’azione concreta: è in questo momento che è stato coinvolto l’avvocato Rossi. Rossi aveva già fronteggiato una situazione simile nel 2020 quando, in una puntata del programma televisivo L’Eredità, una concorrente fu penalizzata per aver indicato Tel Aviv come capitale dello Stato ebraico, mentre la produzione indicava Gerusalemme come risposta esatta. A quel punto Rossi, a nome dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese e dell’Associazione palestinesi in Italia, fece ricorso in via d’urgenza alla Rai. Il mese successivo il giudice diede ragione alle associazioni, che vinsero la causa di merito davanti al tribunale di Roma. La Rai rispose facendo appello, in modo da costringere la corte a bloccare tutto fino alla nuova sentenza. Nel frattempo, durante lo show televisivo, il presentatore rettificò il quiz affermando di aver davanti una questione molto delicata e che la capitale d’Israele fosse ancora oggetto di disputa. «Nemmeno questa soluzione è accettabile», spiega l’avvocato. «Secondo il diritto internazionale, Gerusalemme è assoggettata a uno Stato speciale e di fatto non è di nessuno. Dire che è contesa equivale a mettere sullo stesso piano le decisioni di Israele – tra l’altro, condannate dalla comunità internazionale decine di volte – e quelle stabilite dagli organi dell’Onu. Ma soprattutto avvalla la narrazione israeliana». 

Di situazione contesa si parla anche in diversi manuali utilizzati dagli alunni che – oltre alla questione delle capitali – spesso contengono imprecisioni anche sui confini dei due Stati. Lo studio di Rossi si è occupato di preparare formali richieste di rettifica alle case editrici in questione anche a nome del Centro interdipartimentale di ricerca per gli studi interculturali e sulle migrazioni dell’università di Padova, dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo e dell’Associazione palestinesi in Italia. Le reazioni delle case editrici sono diverse: alcune hanno ammesso l’errore (è il caso di Mondadori Education e Rizzoli). Zanichelli ha risposto dicendo di «trattare la questione in modo completo e corretto», tuttavia dichiarando di essere disposti ad «aggiungere una nota». Treccani si appella invece «all’inesistenza di qualsivoglia obbligo giuridico di rettifica o modifica dei contenuti», ma promette comunque di aggiornare le versioni digitali e cartacee alla prima ristampa utile. 

Per verificare che queste correzioni vengano effettivamente apportate bisognerà aspettare il momento dell’adozione dei nuovi testi. Nel frattempo, i volontari di Docenti per Gaza continuano a monitorare la situazione e a raccogliere segnalazioni da tutta Italia.

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